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Patrimonio locale e sostenibilità al servizio dei piccoli centri urbani: Cittaslow International

Il percorso che ho intrapreso in questo scritto mi ha portato alla presentazione dell’Associazione Cittaslow International.
Il boom della convenienza e del risparmio di tempo dei vari Esselunga e Auchan, per tutti i prodotti presenti in uno stesso luogo è venuto progressivamente meno, causa il collasso e il sovraffollamento di questi luoghi (o “non luoghi”, come li definirebbe Augé) per non parlare del gusto e delle caratteristiche dei prodotti presenti, si sta riscoprendo l’importanza e la semplicità dei mercati del contadino e della botteghe artigianali. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio revival del mondo rurale non solo dal punto di vista dei prodotti gastronomici ma anche per quanto riguarda lo “stile di vita” più genuino e conviviale tipico dei piccoli centri urbani.
Negli ultimi anni l’attenzione verso i temi della sostenibilità è molto aumentata. La letteratura riguardante tale tema è ormai ricca ed esauriente riguardo a tutti i settori produttivi e della vita quotidiana. Molti strumenti sono stati messi a punto per supportare i diversi attori.
Cittaslow nasce con la mission di certificare le città ove si applica una buona qualità della vita definita da un elenco di obiettivi. Lo scopo dell’elaborato è pertanto di presentare l’Associazione e analizzare i punti in comune e divergenti di due città certificate: Abbiategrasso e Mendrisio.

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CAPITOLO PRIMO 1 Slow Food: diffusione di una “way of life” Un excursus esauriente riguardo la nascita e lo sviluppo negli anni di Slow Food (SF da qui in avanti ndr.) è necessario per meglio leggere e comprendere Cittaslow International. Il movimento è stato fondato in nome della difesa del diritto al piacere del buon cibo, contro l’omologazione dei sapori. Nei primi anni di vita, SF, ha lavorato solo come organizzazione enogastronomica, ma nel tempo, è diventata portabandiera per la lotta ai disastri ecologici, alla diffusione di ogm e alle pratiche di biopirateria. Un gastronomo, consuma e utilizza i prodotti della terra e in quanto tale è sensibile a tematiche ambientali, economiche e ai cambiamenti che sta subendo il mondo rurale a livello globale e locale. A questo scopo, SF ha cercato, in linea con la sua tradizione di pragmatismo, di progettare e attuare iniziative in grado di difendere la biodiversità. La filosofia ecogastronomica, è diventata così uno dei punti cardine di SF. Filosofia e prassi che rendono l’Associazione attenta e sensibile ai grandi problemi socio-economico- ambientali insieme alla rivendicazione del diritto al piacere, prerogativa e diritto di qualsiasi individuo abitante del Mondo. 9

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Tomaselli Contatta »

Composta da 189 pagine.

 

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