Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le donne nel sistema economico meridionale: problemi, politiche, opportunità

L’art. 1 della Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Questo diritto, malgrado le numerose leggi approvate dal Parlamento, non è garantito allo stesso modo agli uomini e alle donne. Il presente elaborato si propone di tracciare un quadro complessivo dell’occupazione femminile in Italia, considerando vari aspetti in modo non certamente esaustivo, data l’ampiezza del tema, ma, spero, sufficientemente approfondito. Le donne si son sempre viste assegnare il ruolo di “angelo del focolare”, ma questo non ha impedito lo sviluppo di una consapevolezza di genere che ha comportato un rilevante aumento di occupazione femminile in tutti i paesi occidentali. Le donne hanno sempre lavorato, sia all’interno che all’esterno della famiglia, anche se il loro lavoro non è mai stato riconosciuto come fonte autonoma di ricchezza. Permangono, quindi, nel 2010, numerosi problemi strutturali all’interno del mercato del lavoro, come ad esempio, le differenze di genere nelle carriere, nell’ammontare delle retribuzioni e nella libertà di scelta dei propri percorsi lavorativi. Le politiche per favorire e promuovere le pari opportunità esistono, ma vengono spesso disattese. Infine, restringendo l’analisi al territorio del Mezzogiorno, puntiamo l’obiettivo sulla situazione di Reggio Calabria.
Le lavoratrici, infatti, devono fare i conti anche con la piaga del lavoro sommerso che in Calabria, più che altrove, distorce le statistiche ufficiali. Il nostro sondaggio ci permetterà di descrivere la vita lavorativa delle donne reggine senza influenze di tipo formale che ostacolano la giusta rappresentazione della realtà.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Premessa L’art. 1 della Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Questo diritto, malgrado le numerose leggi approvate dal Parlamento, non è garantito allo stesso modo agli uomini e alle donne. Il presente elaborato si propone di tracciare un quadro complessivo dell’occupazione femminile in Italia, considerando vari aspetti in modo non certamente esaustivo, data l’ampiezza del tema, ma, spero, sufficientemente approfondito. Le donne si son sempre viste assegnare il ruolo di “angelo del focolare”, ma questo non ha impedito lo sviluppo di una consapevolezza di genere che ha comportato un rilevante aumento di occupazione femminile in tutti i paesi occidentali. Le donne hanno sempre lavorato, sia all’interno che all’esterno della famiglia, anche se il loro lavoro non è mai stato riconosciuto come fonte autonoma di ricchezza. Permangono, quindi, nel 2010, numerosi problemi strutturali all’interno del mercato del lavoro, come ad esempio, le differenze di genere nelle carriere, nell’ammontare delle retribuzioni e nella libertà di scelta dei propri percorsi lavorativi. Le politiche per favorire e promuovere le pari opportunità esistono, ma vengono spesso disattese. Infine, restringendo l’analisi al territorio del Mezzogiorno, puntiamo l’obiettivo sulla situazione di Reggio Calabria. Le lavoratrici, infatti, devono fare i conti anche con la piaga del lavoro sommerso che in Calabria, più che altrove, distorce le statistiche ufficiali. Il nostro sondaggio ci permetterà di descrivere la vita lavorativa delle donne reggine senza influenze di tipo formale che ostacolano la giusta rappresentazione della realtà.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ylenia Agata Cogliandro Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 572 click dal 13/10/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.