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Analisi dell’espressione delle molecole CD3ε, Lck, ZAP-70 e LAT nella popolazione T residua della leucemia linfatica cronica a cellule B

La leucemia linfatica cronica a cellule B (LLC-B) è una malattia linfoproliferativa cronica caratterizzata dalla proliferazione e dall’accumulo nel sangue periferico, midollo e linfonodi di piccoli linfociti B monoclonali, identificabili per la coespressione dell’antigene CD5. Fin dagli anni '80 tuttavia la ricerca biologica ha descritto in questa patologia anomalie anche a carico del sistema linfoide T riportando una alterata distribuzione delle varie sottoclassi linfocitarie, una ridotta risposta agli stimoli proliferativi ed una alterata produzione citochinica. Per comprendere tale incompetenza funzionale potrebbe essere di ausilio indagare su eventuali alterazioni a carico delle molecole che mediano i processi di attivazione cellulare indotti dal riconoscimento tra antigene e recettore T. Lo scopo di questo lavoro di tesi, alla luce di quanto detto è stato quello di analizzare, mediante la tecnica del western blotting, l’espressione delle molecole CD3ε, Lck, LAT e ZAP-70, coinvolte nelle fasi iniziali di trasduzione del segnale di attivazione cellulare, nei linfociti T purificati da soggetti con LLC-B e da volontari sani. Il risultato ottenuto ha mostrato una anomala espressione della molecola adattatrice LAT nei linfociti T patologici e se confermato in un maggior numero di pazienti può rappresentare una delle cause alla base del deficit funzionale della componente T residua della LLC-B.

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2. Introduzione 2.1 Aspetti generali della leucemia La leucemia è una condizione patologica caratterizzata da gravi alterazioni primarie, irreversibili e progressive del sistema emopoietico che influenzano la qualità e la quantità dei globuli bianchi, il numero dei quali nel sangue periferico può variare considerevolmente. Essa risulta dalla mutazione di una singola cellula staminale emopoietica, la cui progenie costituisce il clone leucemico. Sulla base delle cellule interessate dalla trasformazione neoplastica si possono distinguere due forme di leucemie: le leucemie mieloidi e le leucemie linfoidi. Nelle prime sono coinvolti principalmente gli elementi cellulari precursori delle popolazioni eritrocitarie, granulocitarie, monocitarie e trombocitarie, nelle seconde invece sono coinvolti gli elementi appartenenti alla serie linfoide. In base all’andamento nel tempo e a seconda dell’ aggressività si distinguono poi forme acute caratterizzate da un decorso rapidamente infausto qualora non siano curate, e forme croniche, con andamento più lento e stabile nel tempo. Nell’uomo, le forme acute tendono a manifestarsi preferenzialmente nei bambini e nei giovani adulti, mentre in età avanzata sono di norma più frequenti le forme ad andamento cronico. L’eziologia di questa forma neoplastica è tuttora incerta e assai discussa. Infatti se per alcune forme è stata accertata un’origine virale ( es. Leucemia a cellule T dell’adulto, Linfoma di Burkitt ) per altre forme non sono stati individuati fattori eziologici specifici anche se diversi fattori ambientali, quali le radiazioni ionizzanti e alcuni agenti chimici, possono predisporre all’insorgenza di questa patologia. 2.2 La leucemia linfatica cronica a cellule B (LLC-B) 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Tiziana Soldano Contatta »

Composta da 34 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.