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Valutazione dell’amplificazione sismica su terreni non rigidi: esempio di microzonazione in un'area della Penisola Sorrentina.

Informazioni tesi

  Autore: Luciano Nocerino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze geofisiche
  Relatore: Antonio Rapolla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

Nell’ambito di una corretta pianificazione e progettazione territoriale, una variabile che gioca un ruolo fondamentale è certamente il Rischio Sismico. Il rischio sismico R può essere calcolato mediante il prodotto simbolico:

R = P * V * E

dove P è la pericolosità sismica, ovvero la probabilità che in una data area ed in un certo intervallo di tempo si verifichi un terremoto che abbia una certa soglia di intensità, magnitudo o accelerazione di nostro interesse. V ed E sono invece la vulnerabilità e il fattore esposto rispettivamente, ossia il numero e la propensione di edifici e vite umane a subire un danno di un determinato livello a fronte di un evento sismico di una data intensità.
Quindi per mitigare, o quantomeno ridurre il rischio associato ad un evento sismico, è necessario eseguire uno studio di pericolosità sismica a diversi livelli di scala (Nazionale, Regionale e Locale), al fine di ottenere mappe di pericolosità sismica. Esse costituiscono uno strumento essenziale per la messa a punto di strategie volte alla riduzione dei danni attesi in occasione di futuri eventi sismici. Dato che queste carte esprimono lo stato delle conoscenze in un dato momento, esse vanno periodicamente aggiornate per tenere conto dei progressi apportati alle conoscenze di base sui processi sismogenetici nell’area di studio.
Nel presente lavoro di tesi è stato eseguito uno studio di pericolosità sismica di II livello (Microzonazione), seguendo le direttive delle ultime normative sismiche nazionali (ex OPCM 3274/2003, D.M. 14.09.2005 e D.M. 14.01.2008) e regionali (Cascini et al., 2006 - D.G.R. 1701 del 28/10/2006 ). La zona sottoposta ad indagine è un’area della Penisola Sorrentina, che fa parte del territorio Comunale di Gragnano. Tale scelta è avvenuta in quanto quest’area è interessata sia da zone pianeggianti e maggiormente urbanizzate, che da zone rurali poste a quote più elevate, tutte con possibile composizione del sottosuolo fortemente eterogenea. L’esecuzione dei profili sismici in quest’area è avvenuta nell’ambito di un progetto di Ricerca del Consorzio Interuniversitario NA-SA sui Grandi Rischi (CUGRI), il cui obiettivo è quello di fornire alle amministrazioni locali gli strumenti per operare un’adeguata programmazione dell’uso del territorio in prospettiva sismica, con la messa in sicurezza delle zone più a rischio e, la costruzione o ricostruzione, in sicurezza degli edifici. Per la definizione delle geometrie e delle proprietà fisiche dei terreni del sottosuolo, sono stati acquisiti in campagna dati con l’utilizzo di strumentazioni moderne. A partire dalla conoscenza delle caratteristiche geosismologiche e geologico-tecniche del territorio i dati registrati sono stati poi elaborati con tecniche di sismica a rifrazione, tomografia sismica e tecnica MASW, allo scopo di ottenere per ogni sito una sezione sismica da interpretare geologicamente, un tomogramma del sottosuolo per mettere in evidenza eventuali variazioni laterali di velocità o inversioni di velocità con la profondità e un modello pseudo 2D della distribuzione della velocità delle onde di taglio Vs, per il calcolo del parametro Vs30. La velocità delle onde di taglio (Vs) viene riconosciuta infatti come un fattore fondamentale nell’amplificazione del moto al suolo ed inserita nelle normative di costruzione. Seguendo la normativa sismica italiana, per la definizione dell’azione sismica di progetto sono state definite diverse categorie di suolo di fondazione sulla base del parametro Vs30, la velocità media di propagazione entro 30 m di profondità delle onde di taglio.Le informazioni ottenute dalle indagini hanno permesso di eseguire una modellizzazione del sottosuolo, che ha consentito di definire le Categorie Sismiche di Suolo medie per le aree indagate, e valutare anche, a titolo esemplificativo, per due sezioni litostratigrafiche tipo la funzione di amplificazione dinamica (FAD).
Infine, per una maggiore completezza dell’indagine, è stata eseguita anche una valutazione II livello della suscettibilità dell’area di studio alla franosità sismo-indotta, utilizzando una nuova metodologia, sperimentata in precedenti lavori di ricerca eseguiti su tutta la Regione Campania e sull’isola vulcanica di Ischia.

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4 Introduzione Nell’ambito di una corretta pianificazione e progettazione territoriale, una variabile che gioca un ruolo fondamentale è certamente il Rischio Sismico. Il rischio sismico R può essere calcolato mediante il prodotto simbolico: R = P * V * E dove P è la pericolosità sismica, ovvero la probabilità che in una data area ed in un certo intervallo di tempo si verifichi un terremoto che abbia una certa soglia di intensità, magnitudo o accelerazione di nostro interesse. V ed E sono invece la vulnerabilità e il fattore esposto rispettivamente, ossia il numero e la propensione di edifici e vite umane a subire un danno di un determinato livello a fronte di un evento sismico di una data intensità. Quindi per mitigare, o quantomeno ridurre il rischio associato ad un evento sismico, è necessario eseguire uno studio di pericolosità sismica a diversi livelli di scala (Nazionale, Regionale e Locale), al fine di ottenere mappe di pericolosità sismica. Esse costituiscono uno strumento essenziale per la messa a punto di strategie volte alla riduzione dei danni attesi in occasione di futuri eventi sismici. Dato che queste carte esprimono lo stato delle conoscenze in un dato momento, esse vanno periodicamente aggiornate per tenere conto dei progressi apportati alle conoscenze di base sui processi sismogenetici nell’area di studio. L’approccio alla valutazione della pericolosità può essere di due tipi: uno di tipo deterministico ed uno probabilistico. Il metodo deterministico si basa sullo studio dei danni osservati in

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