Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Figli contesi e conflittualità genitoriale dopo la legge sull'affido condiviso - Il ruolo del diritto e della psicologia nella composizione del conflitto

La fine di un legame è sempre fonte di grandissime sofferenze, alla cui analisi e cura sono deputate, in maniera più o meno ampia, tutte le branche della psicologia.
Meno approfondite sono le implicazioni e le conseguenze psicologiche del processo legale che le due parti della coppia devono affrontare per sancire la fine formale del legame affettivo.
Se quasi cinquant'anni fa il giurista Arturo Carlo Jemolo, con espressione che fece epoca, sosteneva che «la famiglia è un'isola che il mare del diritto dovrebbe limitarsi a lambire» (Jemolo, 1948), è oggi evidente come la prassi giuridica, in tema di separazione coniugale, divorzio e affidamento dei figli minori abbia invece contribuito non poco a sommergerla: la nostra società ha costruito, sulla conflittualità delle coppie che si separano, un sistema ipertrofico di norme e di attività giurisdizionale che, lungi dall’aver risolto tale conflittualità, la alimenta e la rigenera.
L’impatto delle pronunce dei giudici sulla vita emozionale e sul benessere psichico delle persone è certamente una dimensione ancora oggi sottovalutata, quando non del tutto ignorata, da tutti gli operatori addetti al sistema, giudici, avvocati consulenti e dagli stessi utenti della giustizia. Ignorare tale dimensione psicologica produce le conseguenze più gravi quando al sistema giudiziario è chiesto di decidere, tra due genitori in conflitto per l’affidamento dei figli nati dall’unione, a quale dei due dare “ragione”, escludendo inevitabilmente l’altro non solo dalla potestà e dalla quotidianità con i figli, che si troveranno così “orfani di vivi”, ma soprattutto da legami essenziali e fondanti per lo sviluppo e l’espressione del sé.

Mostra/Nascondi contenuto.
Capitolo 1 LA FAMIGLIA CHE CAMBIA 1.1 Dati ISTAT: separazioni e divorzi nell’anno 2006 I seguenti dati di fonte ISTAT (6 agosto 2008) relativi all’anno 2006, elaborati in collaborazione con il Ministero della Giustizia, descrivono l’evoluzione temporale dei due fenomeni: divorzio e separazione coniugale, alla luce delle disposizioni normative inerenti l’affidamento dei figli, che hanno subito sostanziali modifiche nel 2006, conseguentemente all’entrata in vigore della legge n. 54/2006. Nel 2006 le separazioni sono state 80.407 e i divorzi 49.534. Rispetto al 1996 le separazioni hanno avuto un incremento del 39,7% e i divorzi del 51,4%. Nel 2006 si sono conclusi in modo consensuale 68.820 procedimenti di separazione (pari all’85,6% del totale delle separazioni) e 39.012 di divorzio (78,8%). I figli coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori sono stati 98.098 nelle separazioni e 46.586 nei divorzi. Il numero di figli minori implicati nei casi di conflitto coniugale nel 2006 è stato 63.256 nelle separazioni e 23.940 nei divorzi. Relativamente al regime di affidamento dei figli minorenni, la legge n. 54 dell’8 febbraio 2006 ha introdotto nel nostro Paese l’istituto dell’affidamento condiviso. Nel quadro della nuova normativa nei procedimenti di separazione e di divorzio l’affidamento dei figli ad entrambi i genitori diviene la regola mentre l’affidamento esclusivo ad un genitore costituisce l’eccezione a cui ricorrere (con provvedimento motivato) soltanto ove la condivisione della potestà genitoriale sia ritenuta pregiudizievole per l’interesse del minore. Nel 2006 si evidenzia la progressiva entrata a regime della nuova normativa, con un costante incremento del ricorso all’affidamento condiviso che passa, rispettivamente, dal 20,2% registrato nel primo trimestre al 54,4% nel 4° trimestre nei procedimenti di separazione e dal 15,2% al 40% in quelli di divorzio. I primi dati provvisori relativi all’anno 2007 confermano questo andamento in quanto la quota di figli minori in affidamento condiviso si attesta al 71,5% nelle separazioni e al 51% nei divorzi. Per quanto riguarda la custodia esclusiva, cioè affidata ad un solo coniuge, solo nel 2,4% dei casi i figli sono stati affidato al padre a seguito di separazione e nel 4,2% dei casi nei procedimenti di divorzio. 9

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Maria Gandini Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4614 click dal 23/09/2010.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.