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Valutazione comparativa delle proprietà fertilizzanti di digestati

All’interno della filiera agro-energia, la digestione anaerobica è un processo che consente sia la produzione di biogas sia la gestione e il riutilizzo delle biomasse di scarto in agricoltura esaltandone il valore agronomico e riducendo, al contempo, i rischi di inquinamento del suolo e dell’acqua connessi con la pratica dello spandimento diretto dei reflui sul terreno. La codigestione delle varie tipologie di rifiuto con colture ad hoc di tipo energetico (colture no-food) che ne potenziano la resa, rappresenta un’opportunità di sfruttamento e valorizzazione dell’ambiente e dell’economia agraria.
L’utilizzo di biomasse di scarto, compost e fanghi biologici in particolare, è una pratica agronomica adottata da molto tempo per mantenere e/o aumentare la fertilità dei suoli. E’ noto l’effetto concimante dei fanghi biologici per il loro elevato contenuto in azoto e fosforo, oltre che di carbonio organico, così come il compost viene utilizzato quale ammendante organico grazie alla sua capacità di migliorare le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del suolo.
Diversamente, l’utilizzo del digestato, quale prodotto residuo della digestione anaerobica, non ha trovato sino ad ora gli opportuni approfondimenti scientifici circa la sua più opportuna configurazione in termini agronomici: se l’effetto sia più concimante o ammendante, rimane al momento ancora poco chiaro.
Il presente lavoro di tirocinio si prefigge, attraverso indagini analitiche, di giungere ad una completa caratterizzazione del digestato per quanto attiene le sue attitudini fertilizzanti. Il risultato principale sarà la caratterizzazione del digestato ed, insieme ad essa, lo studio della sua componente organica in relazione agli aspetti relativi alla stabilità biologica, al fine di poterne prevedere un utilizzo agronomico compatibile sia col suolo che con i vegetali, operando un confronto con altre biomasse non convenzionali quali compost e fanghi biologici che, già da molti anni, vengono utilizzate in agricoltura con funzioni ammendanti e concimanti.

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1 INTRODUZIONE 1. La sostenibilit in agricoltura Negli ultimi anni il termine sostenibilit Ł stat o ampiamente usato, anche in campo agricolo. Esso deriva dal concetto piø ampio di sviluppo sostenibile, arrivato in Italia alla fine degli anni ottanta, in seguito alla pubblicazione da parte del World Commission on Environment and Development del libro Our future (WCED, 1987). Il testo pred isposto da una speciale Commissione mondiale per l ambiente e lo sviluppo nell ambito delle Nazione Unite, definisce sostenibile uno sviluppo che sia in grado di assi curare alla attuale generazione il soddisfacimento dei propri bisogni in modo tale da lasciare alle generazioni future condizioni e risorse che consentano anche ad esse di soddisfare i loro bisogni fondamentali. Oggi l agricoltura Ł uno dei settori pienamente coinvolti nel dibattito in quanto causa di problemi ambientali, energetici, sociali ma anche il settore che possiede piø di altri le potenzialit per risolverli. L agricoltura sostenibile viene definita in molti modi, anche contrastanti. Secondo Crosson e Anderson, ad esempio, un sistema agricolo sostenib ile Ł quello capace di incontrare le richieste di cibo e fibre ad un costo economico ed ambientale socialmente accettabile (Crosson and Anderson, 1999). Altieri con il termine sostenibilit intende la capacit di un agroecosistema di mantenere la produzione nel tempo, a fronte di limitazioni ecologiche e pressioni socioeconomiche di lungo termine (Altieri, 1987). Il termine sostenibilit ha tre accezioni (Cai Yunl ong and Smith, 1994): - ambientale ed ecologica; - economica; - sociale e politica: Con il termine sostenibilit ambientale ed ecologica si vuole considerare i limiti delle risorse naturali, paesaggistiche ed energetiche e le ricchezze bio-fisiche presenti negli ecosistemi. Alcune di queste risorse sono quantitativamente fissate e destinate ad essere esaurite (combustibili minerali). Altre, come la luce solare, la pioggia e il vento, hanno delle variazioni cicliche nel tempo. Altre ancora, come le piante e gli animali, il suolo e l acqua, possono essere usate come risorse limitate ma che hanno la capacit biologica di rinnovarsi se viene prestata attenzione a salvaguardare le condizioni necessarie per il loro mantenimento. Questo Ł il significato piø immediato del termine e piø diffusamente accettato in quanto tende a garantire l equilibrio del sistema nel lungo periodo consentendo solo quelle tecniche che causano disturbi minimi all ambiente fisico esterno e interno all az ienda. La sostenibilit dell agroecosistema significa quindi ad esempio la conservazione delle risorse del terreno e il mantenimento della

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Davide Boati Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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