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Estrazione dei ritmi cerebrali da tracciati EEG mediante analisi alle componenti indipendenti

In questo lavoro è stato analizzato l’impiego di tecniche di brain imaging funzionale applicate ai test di “accertamento della menzogna”. La tematica è stata esaminata eseguendo (tramite unità di acquisizione MP35 e software BSL PRO della BIOPAC®) la registrazione poligrafica e l’analisi di parametri fisiologici correlati al comportamento cognitivo ed emozionale. Successivamente, mediante utilizzo del toolbox EEGLab, è stata eseguita l’analisi delle componenti indipendenti di un tracciato EEG finalizzata all’estrazione dei principali ritmi cerebrali e all’individuazione delle componenti maggiormente significative e dell’elettrodo che registra le componenti a maggiore potenza.

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Introduzione 1 Introduzione Questa tesi nasce con lo scopo di esplorare e, per quanto possibile, approfondire, un tema oggi più che mai attuale: l’utilizzo di nuove tecniche di analisi cerebrale funzionale (Neuroimaging) applicate ai test di “accertamento della menzogna”. Da quando alcuni rappresentanti delle società produttrici delle apparecchiature per neuroimaging e vari gruppi di ricerca, hanno pubblicamente dichiarato che, attraverso i nuovi metodi di acquisizione e di analisi dei dati, è possibile svelare le menzogne, specialmente negli Stati Uniti, il dibattito sulla reale utilità di queste tecniche ha assunto notevole rilievo. Naturalmente l’idea che sia scientificamente possibile “vedere” la verità e la menzogna nel cervello, è molto discussa e, nonostante i numerosi ed autorevoli sostenitori, non mancano altrettanto autorevoli pareri che smentiscono le ripetute affermazioni pubblicate in questi ultimi anni. Il presupposto e i dati sperimentali su cui si fonda l’impiego dell’imaging funzionale applicato all’“accertamento della menzogna” è basato sul fatto che quando si mente, invariabilmente, si ha una reazione ansiosa caratterizzata da un’eccitazione simpatico- midollare. La misurazione degli effetti periferici dovuti all’attivazione dei sistemi dello stress e l’impiego di tecniche di brain imaging funzionale in grado di documentare l’attivazione di aree cerebrali che mediano le risposte allo stress, quindi, dovrebbero essere dei validi indicatori del mentire. Naturalmente anche chi dice la verità può essere ansioso o preoccupato e, specie se sottoposto ad interrogatorio, può avere una risposta ansiosa molto marcata.

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Fabio Leandro Macheda Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1930 click dal 23/09/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.