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Modifiche indotte dalla lettura Braille nell'organizzazione cerebrale

Il codice braille è un sistema di scrittura a punti in rilievo, che formano dei caratteri leggibili passandovi sopra i polpastrelli delle dita; è utilizzato da non vedenti ed ipovedenti. L’incremento di acuità tattile nelle persone non vedenti, che consente la fine discriminazione necessaria alla lettura dei caratteri Braille, è possibile grazie ad un’organizzazione cerebrale differente da quella che si riscontra nelle persone vedenti. La mancanza di afferenze visive, anche nel breve periodo, dà luogo a fenomeni di plasticità cerebrale che sono stati solo in parte spiegati. I processi percettivi implicati nella lettura braille possono essere mediati dal sistema somatosensoriale, mentre l’identificazione delle lettere nel vedente avviene solitamente ad opera del sistema visivo. Studi elettrofisiologici e di neuroimaging hanno indicato che il sistema visivo nel non vedente può essere utilizzato per l’elaborazione tattile in luogo del suo scopo originario. Le principali modifiche indotte dalla lettura braille nell’organizzazione cerebrale riguardano dunque il reclutamento della corteccia occipitale per i compiti di discriminazione e riconoscimento tattile e le rappresentazioni delle dita della mano utilizzata per la lettura nella corteccia somatosensoriale. Rimangono alcune questioni aperte su cui si attendono i risultati di ulteriori ricerche, come ad esempio il ruolo della dominanza manuale e della specializzazione emisferica e le differenti modifiche che avvengono nella corteccia dei non vedenti e degli ipovedenti a seguito della lettura braille.

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Capitolo 1 Breve introduzione al sistema Braille. Il sistema di scrittura Braille fu ideato dal francese Louis Braille (1809-1852). Egli divenne completamente cieco all’età di 5 anni, a causa di una ferita infetta procuratasi due anni prima giocando con un utensile nel laboratorio artigianale del padre. Questo sistema rivoluzionario ha permesso alle persone cieche di accedere alla cultura scritta in piena autonomia, migliorandone notevolmente la qualità della vita. Prima del sistema Braille vi furono altri tentativi di implementazione di un sistema di scrittura tattile. Uno dei precursori fu Charles Barbier de la Serre (1767-1841), che creò un linguaggio tattile ad uso dell’esercito napoleonico, per consentire la lettura notturna in trincea, evitando di accendere fuochi e utilizzando un codice sconosciuto al nemico. Louis Braille modificò questo alfabeto fino a giungere a qualcosa di molto vicino alla versione del codice braille attualmente in uso. La sua diffusione nel mondo richiese del tempo. Nel 1950 l’Unesco universalizzò l’alfabeto Braille e nel 2005 gli attribuì il riconoscimento di “linguaggio vitale di comunicazione, legittimato come tutti gli altri linguaggi nel mondo”. Il codice braille è dunque un sistema di scrittura a punti in rilievo, che formano dei caratteri leggibili passandovi sopra i polpastrelli delle dita. Per ogni carattere i puntini sono disposti in una “casella” immaginaria di mm 6x3 suddivisa in 3 file parallele di 2 punti ciascuna, dove i puntini possono collocarsi: in alto a destra, in alto a sinistra, al centro a destra, al centro a sinistra, in basso a destra, in basso a sinistra. È comune indicare le coordinate dei punti attraverso dei numeri assegnati a tali spazi. Ad esempio il numero “1” corrisponde alla posizione del puntino in alto a sinistra. Un carattere può essere formato da uno a sei puntini. È possibile ottenere fino a 63 combinazioni diverse dei puntini all’interno della casella. Tanto per fare qualche esempio, un punto in alto a sinistra (1) rappresenta la lettera “A”, un punto in alto a destra ed uno a sinistra (1-4) rappresentano la lettera “C”, un punto in alto, uno al centro ed uno in basso a sinistra (1-2-3) la lettera “L”. I caratteri braille sono utilizzati non solo per rappresentare le lettere 3

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Lara Polsoni Contatta »

Composta da 30 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1637 click dal 21/09/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.