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Il regime di tassazione per trasparenza nelle società di capitali

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Gentile
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Paola  Coppola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

La maggior parte delle novità introdotte con la riforma tributaria dell’IRES (decreto legislativo 12 dicembre 2003 n. 344) riguardano agevolazioni concesse a determinati tipi di imprese.
L’introduzione di un’agevolazione rientra tra le attività discrezionali del Legislatore, purché non sconfini nell’irragionevolezza o nell’arbitrio, come insegna la Corte Costituzionale.
Una delle novità di maggior rilievo, è costituita dalla “tassazione per trasparenza” per le società di capitali.
L’effetto di tale istituto è quello di tassare le predette società di capitali come avviene per le società di persone: il reddito prodotto viene determinato in capo alla società e imputato ai soci indipendentemente dalla effettiva percezione e in proporzione alla percentuale di partecipazione agli utili.
Conseguentemente, il soggetto partecipato trasparente non dovrà assolvere l’IRES sul reddito prodotto, poiché questo è imputato per trasparenza ai singoli soci, in misura corrispondente alla quota di partecipazione.
L’introduzione di tale meccanismo di tassazione si è resa necessaria in seguito ad un’altra novità contenuta nella riforma: l’esenzione riguardante le plusvalenze realizzate da società di capitali o da enti commerciali con la cessione di partecipazioni qualificate (“partecipation exemption”). In base all’art. 87 del TUIR, infatti, non sono più tassate le plusvalenze realizzate dai soggetti IRES derivanti dalla cessione di partecipazioni in società, con o senza personalità giuridica, residenti o non residenti, se possedute da almeno un anno e iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie.
Questo nuovo regime delle plusvalenze da partecipazioni comporta, come si vedrà, simmetricamente l’indeducibilità delle perdite su dette partecipazioni. Ciò causerebbe – senza opportuni correttivi – la penalizzazione delle “corporate joint venture” e, in genere, di quegli accordi temporanei tra imprese che richiedono la costituzione di società di capitali alla cui compagine sociale partecipano a loro volta altre società di capitali o enti commerciali. In questi casi, infatti, gli eventuali risultati negativi della società all’uopo costituita, sarebbero fiscalmente irrilevanti per i soci. È quindi per rimuovere questo potenziale effetto negativo, che viene consentita l’opzione per il regime di trasparenza proprio delle società di persone.
La disciplina relativa alla trasparenza fiscale è contenuta: negli art. 115 e 116 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), introdotti dal D. Lgs. del 12 dicembre 2003, n. 344, con cui il Governo ha recepito i principi guida per la riforma del sistema fiscale italiano (di cui alla Legge del 7 aprile 2003, n. 80); nel Decreto Ministeriale del 23 aprile 2004 (Disposizioni applicative del regime di tassazione per trasparenza nell’ambito delle società di capitali, di cui agli art. 115 e 116 del TUIR); ed infine nella Circolare Ministeriale del 22 novembre 2004, n. 49/E (Circolari IRES).

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Capitolo I : Tassazione per trasparenza 1. Ambito soggettivo L’art. 115, comma 1 del TUIR riconosce la possibilità di accedere al regime della trasparenza fiscale unicamente ai soggetti residenti individuati dall’art. 73, comma 1, lett. a) del TUIR interamente partecipati da altri soggetti aventi la medesima natura giuridica. In particolare, la norma si riferisce alle società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società di mutua assicurazione, società cooperative. Da ciò deriva innanzitutto, che non potranno beneficiare del regime di trasparenza le persone fisiche, gli enti pubblici economici ed i consorzi che non siano 2 costituiti in forma societaria; quest’ultima esclusione sembra difficilmente 3 compatibile con le finalità proprie del consortium relief e sembra non avere una fondata spiegazione, dal momento che l’attività consortile può essere svolta sia in forma di società di capitali (art. 2615-ter c.c.) beneficiando così del regime di 2 Questi ultimi, sono infatti ricompresi nell’ art. 73, comma 1, lett. b) del TUIR 3 Si riferisce alla trasparenza delle società di capitali partecipate da altre società di capitali. 4

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