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Il vuoto come rovescio del visibile. Corporeità e linguaggio in Maurice Merleau-Ponty

La problematicità del rapporto tra Φύσις e Ψυχή è stata sempre individuata come una costante della riflessione filosofica; nonostante i numerosi approcci tendenti alla gerarchizzazione delle due sostanze che si avvolgono reciprocamente nella realtà umana, in fondo, nessuna filosofia è mai riuscita a sciogliere il nodo che costituisce tale questione.
Il presente elaborato non si pone affatto come scopo il dire una possibile parola definitiva sul legame tra corporeità e linguaggio, anzi, prova a mostrare come, in fondo, qualsiasi parola che si ritenesse ultima, rimarrebbe estranea alla struttura essenziale di tale rapporto.
La filosofia di Merleau-Pony è sembrata essere un luogo di indagine particolarmente adatto all’analisi della struttura del rapporto tra sostanze differenti: ad una prima lettura, per lo stile stesso della scrittura che spesso sembra fondere letterarietà e rigore filosofico; successivamente, per il confronto costante dell’Autore sia con la tradizione filosofica sia con quella extra-filosofica; infine, per quella concezione di reciprocità che si svela in quanto verità ultima nell’ontologia della chair, ma che proietta la propria ombra sull’intero percorso filosofico dell’Autore.
L’iperdialettica ha una struttura sostanzialmente dialogica: è in quest’orizzonte che l’ontologia merleaupontyana, pur avendo completamente rinunciato a ogni possibilità di pensiero di sorvolo, può istituire – in una dinamica di appello e risposta – un discorso ininterrotto e, contemporaneamente, sempre di nuovo da istituire con l’Essere.

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INTRODUZIONE L’approfondimento delle tematiche del linguaggio e della corporeità, che connota in modo peculiare l’epoca contemporanea, è una costante rintracciabile nell’intero arco di sviluppo del pensiero filosofico. Al di là delle differenze proprie di ogni concezione specifica, infatti, non vi è filosofia che abbia potuto eludere completamente il confronto con tali due lati costitutivi della realtà umana. Se la problematicità del rapporto tra Φύζις e Ψυχή è stata a volte affrontata entro un’impostazione gerarchizzante e semplificatoria, è pur vero che, attraverso l’apporto di riflessioni molto diverse tra loro Ŕ dalle neuroscienze alla psicoanalisi, dall’estetica agli studi sul genoma umano Ŕ, la qualità del rapporto tra fisico e spirituale che si è maggiormente imposta all’attenzione del pensiero contemporaneo, è senza dubbio, la sua complessità. La presente indagine sul legame tra corporeità e linguaggio, dunque, è stata inizialmente motivata dall’interesse nei confronti della tematica del senso e della struttura del rapporto simbolico, proprio in quanto luogo nel quale è possibile pensare la coabitazione tra qualità e modi di espressione differenti. Più precisamente, questo percorso ha preso le mosse dall’incontro con le filosofie di Paul Ricœur e Alain Badiou, nei confronti delle quali si riconosce debitore: da un lato, il fatto che la “via lunga”, per la riflessione filosofica, sia fonte continua di possibilità nuove che si svelano esclusivamente all’interno di un percorso; dall’altro, che tali possibilità contrastino quella 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paola Chiesa Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.