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Gli arabismi nel dialetto calabrese: influenze «arabe e siculo-arabe»

Informazioni tesi

  Autore: Mauro Destefano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Lorenzo Casini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

Negli ultimi anni un‟importante questione in tema di linguistica e sociolinguistica, quella relativa cioè all‟influsso della lingua araba sui dialetti siciliani, ha suscitato sempre di più l‟interesse di diversi studiosi. Il nostro lavoro, in particolare, si occupa di descrivere tale influenza focalizzando l‟attenzione sui dialetti calabresi, specie su quelli centro-meridionali (appartenenti al cosiddetto gruppo siciliano o meridionale estremo), documentando la presenza degli arabismi ancora oggi in uso nel territorio calabrese.
Nel corso della tesi, descriviamo le tipologie e le modalità di trasmissione di tali elementi linguistici in Calabria. La loro diffusione è stata favorita da un particolare scenario storico che vede la Sicilia tra il IX e l‟XI secolo sotto il domino arabo-musulmano e la presenza di comunità islamiche che ha continuato a manifestarsi sul territorio anche durante il periodo normanno-svevo, fino alla fine del XIII secolo. La posizione geografica dell‟isola poneva gli arabi al centro dei traffici marittimi del Mediterraneo, e permetteva loro di intrattenere continui scambi commerciali con le città costiere calabresi. Questo favorì quindi la penetrazione di un certo numero di arabismi nel dialetto, se si pensa alle ferventi attività dei porti, soprattutto della vicina Messina, nei quali si parlava una lingua franca fortemente permeata di elementi arabi.

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Capitolo 1 LA PRESENZA ARABA IN SICILIA E CALABRIA 1.1 - Il dominio arabo in Sicilia Per poter comprendere come l‟elemento arabo sia potuto penetrare all‟interno del dialetto calabrese, è necessario delineare un profilo storico partendo da uno scenario che vede la Sicilia per oltre due secoli, tra il IX e l‟XI, sotto il dominio 5 arabo-islamico (827 conquista di Mazara del Vallo – 1091 caduta di Noto). La presenza di comunità musulmane in Sicilia ricopre però un arco di tempo più vasto, di circa quattrocento anni (tra il IX e l‟XIII secolo), che può essere suddiviso in due principali fasi distinte. Se in una prima fase, dal IX secolo fino alla seconda metà dell‟XI, possiamo considerare la Sicilia come parte integrante della dār al-Islām, e cioè tra quei territori sottoposti al potere politico e religioso dell‟Islam, successivamente le comunità musulmane – ancora presenti sul territorio – saranno asservite al dominio cristiano (dai re normanni di Altavilla agli Hohenstaufen della casa imperiale sveva) fino al 1246, data che segna lo sradicamento violento della comunità islamica dall‟isola per iniziativa 6 dell‟imperatore Federico II. La conquista della Sicilia ha ufficialmente inizio, dopo diverse incursioni 78 precedenti, con lo sbarco a Mazara del Vallo del 13 giugno 827 da parte degli 5 Agli albori della conquista dell’isola, posizione strategica per il controllo del Mediterraneo, il dominio dei musulmani si era già consolidato in tutta l’Africa del Nord, aveva conquistato parte della Spagna dando vita al floridissimo regno di Al-Andalus e occupato le isole di Malta e Pantelleria. 6 Barone (2003), p. 105. 7 La prima invasione sembrerebbe essersi registrata intorno al 652 ad opera di Muʿāwīya Ibn Ḥudayǧ, il quale mandò dall’Ifriqiya - all’incirca l’attuale Tunisia - un esercito che “vinse e riportò 9

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