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La rete come ambiente per il lavoro sociale

“Cosa è la comunicazione sociale?”
Se fosse stata posta più di trenta anni fa molto probabilmente a tale quesito non sarebbe seguita una risposta. Oggigiorno invece trova non solo una risposta, ma anche un impianto teorico molto elaborato, nonché una quantità innumerevole di esempi, che conferiscono alla comunicazione sociale un peso sempre maggiore nella più ampia sfera della comunicazione.
Nella sua definizione più generale, la comunicazione sociale indica una serie di azioni programmate per sostenere o sollecitare una risposta di adesione ad un “valore”.
Essa è un fenomeno che ha conosciuto in Italia uno sviluppo solo negli anni più recenti. Lo Stato, le organizzazioni non profit, le imprese con modalità diverse e coerentemente con il proprio ruolo, mostrano di aver compreso l'estrema rilevanza di comunicare su tematiche di interesse generale.
Nella sfera chiamata “terzo settore” vengono racchiuse tutte quelle realtà e quelle organizzazioni o associazioni che lavorano in ambito non profit, dunque animate nel loro agire non tanto da interessi di profitto economico ma dalla volontà di sposare una determinata causa o una determinata “mission” che ha normalmente carattere sociale o civile. In questo senso, il terzo settore è mosso e animato da logiche legate alla relazione tra le persone e alla condivisione di valori e finalità.
Sempre più spesso, le organizzazioni no profit, cercano di mettere in atto vere e proprie strategie per aumentare la visibilità di programmi e servizi, e per comunicare meglio con i propri donatori.
Internet in tale contesto, se integrato con le politiche strategiche di comunicazione e marketing, è uno strumento che può dare buoni risultati.
Il mondo di Internet si presenta come una vera e propria risorsa per le organizzazioni no profit, che trovano nell’abbordabilità la possibilità di instaurare un contatto interattivo, un tramite efficace con il pubblico, prima ancora che un valido strumento di comunicazione.
Lo studio condotto in questa tesi da spazio proprio al tema delle organizzazioni no profit sul web.
Il percorso concettuale corrispondente alla scansione dei vari capitoli può essere così riassunto. Dopo una ampia descrizione della comunicazione sociale nel suo carattere più generale, con le sue particolarità, gli strumenti da essa utilizzati, e il linguaggio adottato (Capitolo primo), si concentrerà l’attenzione sulle organizzazioni non profit e le loro principali caratteristiche (Capitolo secondo). Dopo ciò, una adeguatamente dettagliata esposizione cercherà di inquadrare gli aspetti più significativi della comunicazione online, fungendo da introduzione alla descrizione di come la comunicazione sociale, e in particolare quella fatta dalle organizzazioni non profit, sfrutta le immense potenzialità della Rete, con particolare attenzione al sito web e quindi l’immagine creata attraverso di esso agli occhi del navigatore (Capitolo terzo). Rifacendoci alle nozioni teoriche esposte si attuerà la fase “sperimentale” di codesto lavoro, dove mediante un protocollo di ricerca costruito ad hoc vengono analizzati cinque siti web di altrettante aziende no profit, con l’intento di rilevare le strategie comunicative adottate e i processi di riproduzione culturale, integrazione culturale, integrazione sociale e socializzazione attivati (Capito quarto). Per concludere si vedrà come, attraverso l’analisi effettuata, i siti web possono produrre dei modelli di comunicazione sociale, ovvero come essi possono costruire la propria identità e fornirla ai propri utenti (Capitolo quinto).

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Capitolo 1 Capitolo 1 La comunicazione sociale Prima di analizzare la comunicazione sociale e le caratteristiche che la contraddistinguono, prendiamo in considerazione il suo contesto, la “comunicazione pubblica” per poi fare successivamente un’opportuna distinzione fra la comunicazione profit e no profit. 1.1 Il contesto: la comunicazione pubblica 1.1.1 Alcune definizioni La comunicazione è una tecnica fatta di esperienza e di professionalità, che si rivela ancor più delicata quando concerne le pubbliche istituzioni le quali devono promuovere l’integrazione fra pubblico e privato, nella prospettiva di instaurare una interdipendenza/collaborazione tra lo Stato e i cittadini. Infatti, la pubblica amministrazione non comunica per persuadere i cittadini della validità e conformità legale delle scelte operate, questa è la dimensione politica, ma per farli partecipare alle decisioni assunte e alle opportunità offerte, che vuol dire ampliare 1 la dimensione sociale della comunicazione. 2 Alcuni autori si sono cimentati nel definire la comunicazione pubblica. Franca Faccioli ad esempio, la definisce da un lato un disciplina in progress, dall’altro una disciplina di 3 confronto fra saperi diversi; Paolo Mancini invece, ritiene che due termini inglesi possano definire la comunicazione pubblica: pubblic affairs, intesi come gli affari che riguardano l’intera comunità, e pubblicness (essere pubblico), inteso come una specie di proprietà delle 1 www.comunecampagnano.it/comunicazione/ebook/e_book.pdf 2 Fraccioli F., Comunicazione pubblica e cultura del servizio, Carocci, Roma, 2000. 3 Mancini P., Manuale di comunicazione pubblica, Laterza, Roma -Bari, 1996. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze sociali, politiche e del territorio

Autore: Lucia Nuzzaci Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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