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Principi costituzionali in tema di testamento biologico

Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Draghetti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Augusto Antonio Barbera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 218

In questi ultimi anni nel panorama italiano (ma non solo) si sono verificati alcuni fatti di cronaca che hanno scosso l'opinione pubblica e hanno accesso il dibattito sull'opportunità di introdurre nel nostro ordinamento l'istituto del cd. testamento biologico.
La contrapposizione “classica” per quanto riguarda le tematiche del fine-vita (e più in generale le questioni bioetiche) parrebbe, almeno in Italia, quella tra cattolici e laici. I primi sottolineano la sacralità della vita e la considerano un valore inviolabile ed indisponibile; chi invece abbraccia una posizione laica tende a porre in risalto la qualità della vita. Al di là delle contrapposizioni etiche in seno alla società civile, il tema del fine-vita può (e merita di) essere analizzato anche in una prospettiva costituzionale. L’ipotesi di ricerca, pertanto, è che nella Costituzione sia quindi rinvenibile un nucleo di principi e diritti che valgano a costituire una sorta di minimo comune denominatore dotato di autorevolezza ed in grado di fornire una base sufficientemente chiara, coerente, condivisa ed efficace per disciplinare le situazioni riconducibili al fine-vita, ed in particolare per introdurre una disciplina legislativa del cd. testamento biologico.
Nella prima parte quindi si analizzeranno alcuni articoli della nostra Costituzione per individuare quali sono i diritti (di rango costituzionale) coinvolti appunto nella tematica del fine-vita riconosciuti e tutelati nel nostro ordinamento per poi ricercare, se sono ravvisabili, a partire dalla Carta repubblicana, spazi effettivi per una disciplina dell'istituto in questione.
Nella seconda parte invece si è dato spazio alle vicende di cronaca verificatesi in questi anni, analizzando l'operato dei giudici che spesso si sono trovati a decidere situazioni a fronte di una normativa insufficiente.
Nella terza parte invece ci si è soffermati su alcuni dei problemi più dibattuti per quanto riguarda l'istituto in commento (come la riconducibilità o meno dell'istituto al concetto di eutanasia, la qualificazione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale come trattamenti sanitari, la vincolatività delle dichiarazioni in esso contenute...), per poi giungere all'analisi del disegno di legge approvato dal Senato nel marzo dell'anno scorso e ora in esame alla Camera.

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CAPITOLO 1 DIRITTI E PRINCIPI COSTITUZIONALI 1.1 Premessa: la prospettiva costituzionale Al di là delle contrapposizioni etiche in seno alla società civile, (ed in particolare a quelle fra laici e cattolici all’interno di quest’ultima), il tema del fine-vita può (e merita di) essere analizzato anche in una prospettiva costituzionale. Ecco che allora il punto di equilibrio tra situazioni giuridiche come l'inviolabilità del diritto alla vita, il diritto alla libertà personale e il compito della Repubblica di prendersi cura della vita e della salute, può essere ricercato dentro la cornice costituzionale. In questo modo, anche dal punto di vista etico (intendendosi qui ‘etica’ nel senso più ampio e comprensivo) si aggiunge una terza posizione alle due già censite: a quella (1) di chi ritiene che la vita sia soltanto di chi la vive e che una legge sul c.d. testamento biologico ha senso solo se obbliga la Repubblica, con le sue strutture sanitarie e i suoi medici, a sostenere le disposizioni del paziente e a quella (2) di chi per ragioni di fede crede nella sacralità della vita e tende a riporla, al pari della morte, nelle mani di Dio, potrebbe proporsi anche quella più neutra (3) di chi non sostiene a priori un punto di vista laico (laicista?) o religioso, ma si pone piuttosto in una “prospettiva etica costituzionale”. L’ipotesi di ricerca, pertanto, è che nella Costituzione sia quindi rinvenibile un nucleo di principi e diritti che valgano a costituire una sorta di minimo comune denominatore dotato di autorevolezza ed in grado di fornire una base sufficientemente chiara, coerente, condivisa ed efficace per disciplinare le situazioni riconducibili al fine-vita. Nell’ambito delle Costituzioni nate nel secondo dopoguerra (e quindi anche nella nostra Carta) sussiste una finalità non riscontrabile nelle Costituzioni ottocentesche: quella di individuare gli elementi essenziali sui quali basare l’intera organizzazione statale, i valori che fondano il suo essere ed il suo 11

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caso welby
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diritto all'autodeterminazione
diritto alla salute
diritto alla vita
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principi costituzionali
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