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Brevetti, network e scenari competitivi. Analisi della capacità innovativa delle imprese italiane

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Mottola
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Patrizia Sbriglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 123

La nostra epoca, in tema di innovazione e sviluppo delle imprese, è segnata da una trasformazione chiave: la globalizzazione, che spinge gli attori dei processi innovativi a vivere e lavorare in un “villaggio globale”, intendendo con quest’espressione la nuova configurazione dei mercati in cui sono scomparsi i caratteri di limitata intensità competitiva e di precisi confini fisici. Negli anni, il tradizionale modello di organizzazione industriale fondato sul concetto di economie di scala ha lasciato il posto a nuovi modelli organizzativi che poggiano le basi teoriche sui concetti di integrazione, cooperazione e competizione tra le imprese che operano all’interno di uno stesso contesto territoriale.
Il presente lavoro intende essere uno studio circa l’influenza dei nuovi modelli organizzativi sull’attività di brevettazione delle imprese, intesa come l’espressione più completa degli sforzi e degli investimenti in innovazione realizzati dalle stesse imprese. Ormai è riconosciuto il ruolo fondamentale delle numerose forme di alleanze e collaborazioni strategiche, che si sostanziano nei network collaborativi di ricerca e sviluppo, messe in atto dalle imprese allo scopo di realizzare innovazioni di successo. Tali forme collaborative possono presentarsi sotto diverse espressioni, le più comuni sono le joint-ventures, la concessione di licenze, le associazioni di ricerca, la formazione di cluster tecnologici .
L’attività di R&D all’interno dei network assume caratteri diversi rispetto alla tradizionale attività di R&D svolta dalle singole imprese in-house: per un’impresa che appartiene ad una rete sarà più facile e rapido sfruttare le innovazioni, gli investimenti sostenuti vengono condivisi con le altre imprese e il rischio legato a tali investimenti è frazionato fra tutte le imprese appartenenti alla rete .
Come dimostrato dagli studi più recenti sull’attività di brevettazione in Italia nei settori con elevata domanda di brevetti (meccanica, farmaceutica, apparecchi medicali), i sistemi d’innovazione presentano alcune caratteristiche particolari: evidenti comportamenti di agglomerazione da parte delle imprese, agevolati dalla prossimità geografica-territoriale che mettono in evidenza l’importanza della dimensione relazionale . Da questi studi condotti sulle richieste di brevetto delle imprese emerge un chiaro processo di “costruzione sociale dell’innovazione” che, con una serie di relazioni formali e informali, coinvolge sempre di più imprese e centri di ricerca. Questo perché le tecnologie diventano sempre più varie così come diventano sempre più variabili e incerti i mercati di riferimento in cui operano le imprese che non possono assumere da sole i conseguenti rischi e costi crescenti, piuttosto è necessario condividerli con altre imprese aprendosi a forme organizzative caratterizzate da collaborazione, integrazione e cooperazione.
Il presente lavoro vuole mettere in luce i comportamenti delle imprese che adottano forme di collaborazione strategica con imprese partner all’interno di una rete di imprese, per offrire un’analisi del modello dei network che possa evidenziare le ragioni che stanno alla base di tali scelte di collaborazione strategica: punti di forza e punti di debolezza dei network di imprese, vantaggi e svantaggi per le imprese appartenenti ad un network.
Dopo quest’analisi portata avanti nel capitolo I, nel capitolo II viene presentata una rassegna in merito al processo di evoluzione del modello dei network in Italia a partire dall’approccio distrettuale e uno studio sull’innovazione e brevettazione delle imprese appartenenti ai network attraverso la presentazione di alcuni dati dagli uffici brevetti europeo, americano e giapponese con particolare riferimento ai tre settori maggiormente caratterizzati dalla presenza di reti di imprese: biotech, ICT, nanotech.
Infine nel terzo capitolo viene compiuto uno studio sui brevetti realizzati dalle imprese italiane nei network. I dati fanno riferimento ai paesi OECD (Organisation for Economic Co-Operation and Development) e vengono prese in analisi cinque variabili (patents by technology, patents by regions, patents with foreign co-inventors, GDP, Tax Wedge) per proporre uno studio delle relazione tra le suddette variabili e verificare l’esistenza o meno di tali relazioni.

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CAPITOLO I 1. L’INFLUENZA DEL NETWORK TRA IMPRESE SULL’ATTIVITÀ DI BREVETTAZIONE Il tema delle relazioni esistenti tra network di imprese e la domanda di brevetti posta in essere dalle stesse impresse che appartengono al network si offre a diverse interpretazioni, di natura organizzativa, manageriale, strategica, competitiva. Le caratteristiche principali di queste relazioni network-attività di brevettazione sono facilmente evidenziabili: le imprese appartenenti ad una rete ottengono un vantaggio competitivo rispetto alle imprese che fanno affidano esclusivamente sulle proprie risorse; le imprese che partecipano ad una rete, inoltre, hanno un incentivo ulteriore a investire nuovamente in attività innovative; le unità all’interno di una rete possono apprendere le une dalle altre e beneficiare dello sviluppo di nuove innovazioni sviluppate da altre unità; la diffusione e la condivisione di conoscenze tra le unità organizzative fornisce opportunità di apprendimento e cooperazioni inter-unit che stimolano la creazione di nuove innovazioni e, contemporaneamente, contribuiscono ad aumentare la propensione ad innovare delle singole imprese. In tempi più recenti gli studi economici hanno riconosciuto l’esistenza di svariate ragioni per cui le impresse possano decidere di 7

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