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Un approccio storico ai problemi dello sviluppo economico in America Latina: il caso del Perù dal 1968 al 1995

In estrema sintesi, si tratta di un tentativo di interpretazione in chiave storico-economica del mancato decollo economico dell'America Latina, Perù in particolare.
Il presupposto da cui partiamo è dunque l'incapacità della tradizionale metodologia economica di spiegare il lagging behind di alcune determinate realtà economiche: i problemi dello sviluppo economico risultano infatti legati al passato, alla storia dello specifico contesto di volta in volta studiato e ad una complessa serie di altre variabili che la teoria economica considera come ''residui''. In altre parole la nostra analisi rifugge da spiegazioni monocasuali.
Si è scelto il Perù in quanto questo paese rappresenta, nel periodo visto, un vero e proprio caso da manuale.
Sono state poi dedicate alcune pagine a studiare in dettaglio le caratteristiche e le prospettive del modello di relazioni socio-politiche ''costruito'' da Alberto Fujimori durante la sua decennale presidenza (1990-2000) evidenziandone continuità e novità.
Vale da ultimo la pena menzionare che il lavoro è frutto di una ricerca sul campo durata quasi un anno: l'aiuto e l'appoggio fornitimi dalla ''Universidad de Lima'' e dalla CEPAL di Santiago del Cile sono stati senza dubbio di valore inestimabile.

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1 INTRODUZIONE Premessa Dalla epoca dell’impero incaico al vicereame e, poi, fino alla repubblica, il Perú ha sempre avuto chiare e concrete possibilità d’intraprendere uno sviluppo economico rapido e sostenuto. L’era del guano nel XIX secolo, così come l’industria estrattiva e l’industria ittica, in tempi più recenti, hanno dato al Perú considerevoli surplus. Nonostante questo cospicuo “capitale iniziale”, il Perú non é stato finora in grado di trovare la via per un ambiente economico, politico e sociale stabile nel quale poter avviare una crescita sostenuta ed uno sviluppo equilibrato. Il declino economico si é, poi, fatto particolarmente acuto negli ultimi tre decenni, almeno fino al 1991, nel corso dei quali il reddito procapite peruviano é caduto dal 8° al 14° posto in America Latina (statistiche CEPAL). Per capirne la gravità basta considerare, ad esempio, che il reddito procapite peruviano del 1995 é uguale, in termini reali, a quello del 1965 e che il livello delle esportazioni é sceso del 40% rispetto al 1979. Quello che, fino ad ora, pare essere il “fallimento peruviano ” puo’ essere riassunto nelle parole del suo storico più eminente –Jorge Basadre – che ha definito il Perú “una bella promessa che ancora deve essere mantenuta”1. Scopo di questa tesi è analizzare l’evoluzione economica peruviana fra il 1968 ed il 1995. La scelta di queste due date non é casuale: nell’arco di quei 27 anni il Perú é stato infatti un autentico laboratorio nel quale furono “sperimentate” le più diverse strategie di crescita e di sviluppo economico. 1 O anche nelle parole di Antonio Raimondi: “Un mendicante seduto su una panchina d’oro”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Nicola Origgi Contatta »

Composta da 260 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.