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Le politiche di sviluppo turistico in Sicilia dal 1960 al 1980

La riflessione fondamentale su cui si basa il presente lavoro, è quella che considera il turismo come uno dei settori più importanti per l’economia mondiale ed essendo la Sicilia un’isola di particolare rilevanza turistica, ho ritenuto interessante analizzare il prodotto turistico siciliano e capire l’origine e il perché dei punti di debolezza.La vera forza della Sicilia risiede proprio nella sua caratteristica di raggruppare tutte le bellezze naturali e stupefacenti testimonianze storiche, in un’unica regione. In questo senso non vi è dubbio che tutte le risorse citate abbiano sempre fatto passare in secondo piano certe difficoltà pratiche che i turisti possono aver trovato nell’Isola.Purtroppo però, l'isola presenta svariati punti di debolezza. Volendo risalire all’origine di questi punti di debolezza del turismo in Sicilia è d’obbligo analizzare cosa è successo negli anni che vanno dal 1960 al 1980, in cui si cercò in tutti i modi di colmare il divario economico tra il nord industrializzato e il sud arretrato.

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CAPITOLO 1 IL FENOMENO TURISTICO 1. Cenni storici: dai viaggiatori ai turisti. Secondo lo storico svizzero Hans Conrad Peyer è con il Medioevo che iniziano i grandi viaggi. Nel suo libro “Viaggiare nel medioevo” scrive: “Il Medioevo è un‟età di grandi viaggi, e l‟ospitalità è il presupposto 2 fondamentale”. Verso la fine del Rinascimento iniziano i viaggi dei giovani aristocratici europei, come momento fondamentale della loro educazione. L'espressione "Grand Tour" venne coniata da Richard Lassels 3 nel suo "The Voyage of Italy" del 1670, per descrivere appunto il viaggio in Italia che già dal 1630 si andava diffondendo tra le elite culturali del nord Europa. Il termine tour, che soppianta quello di travel o journey o voyage, chiarisce come la moda di questo viaggio si specifichi in un giro - particolarmente lungo e ampio e senza soluzione di continuità, con partenza e arrivo nello stesso luogo - che può attraversare anche i paesi continentali ma ha come traguardo prediletto e irrinunciabile l'Italia, meta ricca di opere 4 d‟arte e di vestigia da conoscere e visitare. La durata del Gran Tour classico originario era di 40 mesi. Successivamente la nobiltà inglese ideò altre forme di turismo molto diverse tra loro sia per le modalità con cui si svolgevano, sia per le motivazioni con cui i turisti di allora le sceglievano. Oltre al viaggio culturale intrapreso da artisti e intellettuali spinti soprattutto dall‟interesse e dal desiderio di conoscenza delle città classiche, emergono soprattutto i soggiorni termali e quelli in montagna che al di là del loro contenuto terapeutico divennero ben presto luoghi alla moda scelti soprattutto per il 2 HANS CONRAD PEYER, Viaggiare nel Medioevo, Editori Laterza. 3 CHANEY EDWARD, LASSELS RICHARD, The voyage of Italy, Cirvi. 4 De Seta C. L’Italia del Gran Tour. Da Montaigne a Goethe, Electa, Napoli, 1992. 4

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giuseppina Ballistreri Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.