Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La cortesia verbale e gli atti di rifiuto di un invito. Uno studio contrastivo italiano-spagnolo

In ogni parte del mondo gli esseri umani hanno bisogno di cortesia.
(Norman Vincent Peal.)

L’obiettivo della presente tesi è analizzare brevemente il fenomeno linguistico della cortesia, per l’esattezza gli atti linguistici di rifiuto di un invito, e realizzare uno studio comparativo tra le forme di cortesia di cui si avvalgono gli italiani e gli spagnoli in tali atti linguistici. La tesi è strutturata in tre capitoli: il primo contiene un’introduzione che colloca lo studio nell’ambito della pragmatica linguistica.
Il secondo fornisce una definizione del termine cortesia ed espone le tre teorie fondamentali che si sono sviluppate sull’argomento: la teoria di Leech, di Lakoff, e quella di Brown e Levinson.
Il terzo capitolo costituisce il fulcro della tesi perché presenta l’analisi contrastiva di un atto linguistico di rifiuto di un invito, sia in italiano che in spagnolo, partendo da un’intervista effettuata su venti persone italiane e spagnole. Questo capitolo contiene inoltre l’analisi e il commento alle risposte ottenute.
L’analisi comparativa dei dati raccolti ha permesso di trarre la conclusione che le due lingue utilizzano forme di cortesia distinte in caso di rifiuto di un invito, e che gli italiani sono in generale più cortesi rispetto agli spagnoli quando ricorrono a un atto linguistico di questo tipo.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 CAPITOLO 1 LA PRAGMATICA La presente tesi si colloca nell’ambito degli studi pragmatici, per l’esattezza prende in esame la cortesia verbale rapportata alla pragmatica linguistica. In questo primo capitolo si cercherà di spiegare che cosa studia questa scienza e sarà fornita una definizione dei concetti fondamentali che stanno alla base di questo campo di indagine. La pragmatica sta diventando una disciplina sempre più empirica, che prende in considerazione nelle sue analisi i fattori sociali, psicologici, culturali e letterari che determinano la struttura della comunicazione verbale. Di fatto, spiega i processi linguistici relativi all’uso della lingua e al rapporto tra linguaggio e parlanti. La pragmatica è lo studio dei principi che disciplinano l’uso del linguaggio in ambito comunicativo, ovvero le condizioni che determinano l’utilizzo di un enunciato da parte di un parlante in una situazione comunicativa concreta, nonché la sua interpretazione da parte del destinatario. Si tratta di una disciplina che tiene conto dei fattori extralinguistici che determinano l’uso del linguaggio, per la precisione di tutti quei fattori che non possono essere studiati da un punto di vista prettamente grammaticale: termini come emittente, destinatario, intenzione comunicativa e contesto verbale. La pragmatica, tuttavia, non si limita solo all’analisi di come produciamo un significato volontario, ovvero all’analisi di come diciamo quello che vogliamo comunicare e di come lo interpretiamo quando ce lo dicono. Lo studio sull’uso del linguaggio si interessa anche al modo in cui i parlanti partecipano, inteso nel senso di partecipare a un’attività che consiste nel produrre significati attraverso il linguaggio.

Traduzione

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Traduttore: Annamaria Martinolli Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5187 click dal 19/10/2010.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.