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La disciplina dei fondi marini internazionali

Il recepimento del concetto di patrimonio comune dell’umanità applicabile ai fondi marini al di là delle giurisdizioni nazionali è una conseguenza degli sviluppi scientifici e tecnologici che hanno reso fattibile lo sfruttamento commerciale di risorse minerarie provenienti dagli abissi oceani, ed in particolare dei noduli polimetallici. Non si può parlare di disciplina consolidata per quanto concerne lo sfruttamento dei fondi internazionali. Questo, sia perché solo in tempi relativamente recenti si è prospettata una utilizzazione in tale direzione; sia perché i fondi internazionali si qualificano per loro natura “patrimonio comune dell' umanità”; sia per la presenza dei molteplici conflitti di interesse.

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CAPITOLO 1 L’AREA INTERNAZIONALE DEI FONDI MARINI 1.1 Premessa Il diritto internazionale marittimo si sviluppò, inizialmente, per rispondere ad esigenze di natura commerciale, coloniale e militare, essenzialmente tradizionali, che indussero a considerare la navigazione come la prevalente, se non esclusiva, utilizzazione degli spazi marittimi. Di conseguenza il conflitto d’interessi tra le grandi potenze, finalizzato ad estendere la propria sovranità sugli spazi marini, venne risolto secondo criteri d’ordine rigidamente spaziale. A partire del secondo dopoguerra, il diritto internazionale marittimo si è andato ulteriormente sviluppando secondo fattori diversi da quelli tradizionali, che hanno indotto a considerare non solamente la navigazione marittima, ma anche lo sfruttamento delle risorse biologiche e minerali, come possibile forma di utilizzazione del mare e dei fondali marini. Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giuseppe Santagata Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 538 click dal 19/10/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.