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La tragedia a fumetti nelle note dell'Orfeo di Buzzati

Poema a fumetti è stato la tappa d'arrivo nella nostra panoramica, ma anche di partenza: un prodotto letterario di tal fatta, con alle spalle un retaggio artistico così complesso come quello di Buzzati, è subito sembrato il terreno ideale per condurre un‟indagine approfondita sui meccanismi della fruizione che stanno alla base della teoria estetica.

Ecco perché si è scelto di dedicare una parte del lavoro alla enucleazione dei temi principali del libro, in modo che questi ci conducessero nelle profondità del subconscio buzzatiano, che ci permettessero di cogliere in filigrana il mondo orfico visto con gli occhi di Buzzati.

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La tragedia a fumetti nelle note dell‟Orfeo di Buzzati INTRODUZIONE Quello di Orfeo è un mito che non ha mai smesso di incantare. Nato nel mondo greco, culla di eroi, mitici cantori, tragici epiloghi, ha saputo rivalutarsi nel corso dei secoli. Mai come oggi la figura di Orfeo può dirsi attuale: è l‟archetipo del mitico cantore, del Poeta, che con il suo canto smuove le pietre e le coscienze; il simbolo della magia del canto e delle parole; l‟amante disperato che per uno sguardo perde la sua amata. In un viaggio attraverso i secoli seguiremo le trasformazioni che la figura di Orfeo ha subito, concentrandoci in particolare sulla fabula amorosa, quella che gli vede accanto, come “co-protagonista”, Euridice. Il nostro sguardo sarà rivolto a due opere che hanno rielaborato il mito in chiave moderna: Poema a fumetti di Dino Buzzati e Orfeo a fumetti di Filippo Del Corno. Nel mondo greco, Orfeo era un eroe dalle molteplici caratteristiche: figlio di Eagro, o forse di Apollo, nei frammenti pindarici; accanto agli Argonauti in Euripide e in Diodoro Siculo; teologo in Aristofane; inventore e civilizzatore in Timoteo e Alcidamante; in cammino verso la discesa nell‟Ade già nell‟Alcesti di Euripide e poi in Platone e in Isocrate; testa cantante una volta sbranato dalle Menadi secondo Conone. Nella tradizione greca i mitemi concernenti il nostro eroe, otto in tutto, s‟intrecciano tra loro: nessuno pare prevalere, eppure col passare dei secoli sarà proprio il mitema amoroso che avrà maggiore fortuna. Questo filone sarà poi anche quello più controverso: non tutti gli autori sono d‟accordo sul finale dell‟impresa orfica. Alcune ricerche portano alla luce nuove versioni che vedrebbero un Orfeo trionfante; tuttavia il finale tragico rimane comunque quello più attestato a partire dal V secolo a.C. Fondamentale sarà un rilievo del 410 a.C. di Alcamene che raffigura il momento esatto della perdita di Euridice, accompagnata da Hermes: la scena influenzò già gli Ellenici, soprattutto Platone e la sua versione del Simposio, ma sarà soprattutto nelle epoche successive che eserciterà il suo fascino. 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federica Albertin Contatta »

Composta da 252 pagine.

 

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