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Ubriachezza, età ed infermità mentale nel codice penale parmense del 1820

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Neri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Frank Micolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 137

Analisi delle cause che escludono o riducono l'imputabilità, nel codice penale del Ducato di Parma Piacenza e Guastalla del 1820

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4 Introduzione Premessa Storica Prima di trattare l’argomento delle cause atte a ridurre o ad eliminare l’imputabilità del reo nel codice penale parmense, pare corretto illustrare in breve la situazione storico – politica del Ducato all’alba della nuova legislazione (che comprendeva oltre al detto, anche il codice civile e i codici delle due procedure). Il Codice penale per gli Stati di Parma, Piacenza e Guastalla venne promulgato con Decreto Sovrano il 5 novembre 1820 ed entrò in vigore il 1 gennaio 1821. Già prima però, nel 1814, vale a dire 2 anni prima dell’ingresso in città della Duchessa Maria Luigia 1 (avvenuto il 20 aprile 1816, alla giovane età di 25 anni), il di lei padre, l’Imperatore d’Austria Francesco I, diede incarico al Conte Filippo Magawly, Ministro di Stato, di nominare una commissione che redigesse un progetto di legislazione permanente per il Ducato. Questa commissione, per la verità, non si occupò in un primo momento di redigere un codice penale, quanto piuttosto di elaborare il codice civile. Per alcuni anni rimase quindi in vigore il Codice Napoleonico del 1810, mai rimpiazzato. Nel 1818, venne affidato il compito a quattro magistrati di redigere un progetto di modifica del codice francese, il quale oramai non era più idoneo al nuovo assetto dello Stato. Detta commissione, voluta dal Presidente dell’Interno Cornacchia, era stata anche insignita di revisionare l’operato delle precedenti due Commissioni, istituite 1 Il trattato di Fontainebleau dell’11 aprile 1814, ridisegnava l’assetto politico dell’Europa dopo l’abdicazione di Napoleone, avvenuta nella medesima località pochi giorni prima, il 6 aprile. Tale trattato, assegnò il Ducato di Parma alla Duchessa Maria Luigia (12 dicembre 1791 - 17 dicembre 1847), figlia dell’Imperatore d’Austria e moglie dello stesso Bonaparte, mettendo così da parte il principio di legittimità, secondo cui lo Stato sarebbe spettato ai Borbone, ai quali invece fu affidato il Ducato di Lucca. Così, alla secolare influenza francese si sostituì quella austriaca, sebbene provvisoriamente vennero mantenute in vigore la maggior parte delle istituzioni e delle leggi napoleoniche. Per i primi due anni, l’amministrazione pubblica fece capo ad un Ministro di Stato (conte Magawly), investito di pieni poteri e dipendente direttamente dall’Imperatore, che di fatto governò il Ducato, fino all’ingresso della figlia, avvenuto nel 1816 (data la sua giovane età ed inesperienza si preferì attendere un po’ prima di affidargli il governo dello Stato). Con l’arrivo di Maria Luigia si aprì il cosiddetto periodo “Ludoviciano” per il Ducato di Parma (1814-1847), durato oltre un trentennio e terminato con la sua morte, a soli 56 anni.

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