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Responsabilità civile e assicurazione in materia di circolazione stradale in Italia, Inghilterra e Spagna: profili comparatistici

Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Sartor
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mauro Bussani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

Si intende intavolare la rassegna trattando anzitutto l’argomento generale di responsabilità civile, giacché in esso vi sono numerosi aspetti che trovano applicazione extra moenia anche nella responsabilità civile automobilistica. Più in particolare, si analizzeranno gli aspetti salienti dell’istituto e i principali regimi esistenti in ambito internazionale; si tratteggeranno quindi, in generale, alcuni profili fondamentali della materia, come quelli inerenti la responsabilità oggettiva, il concorso di colpa o il danno morale.

Il secondo capitolo si aprirà con una digressione sui regimi di circolazione stradale, per descrivere di fatto la strada su cui ci si è mossi, ci si muove, ed è ragionevole pensare che ci si muoverà nel reparto Rcauto e assicurativo. In seguito verrà presa in esame la dinamica dell’incidente stradale da un lato statistico più che strettamente giuridico, con l’aiuto di alcune risultanze statistiche e strumenti grafici.

Nel terzo capitolo si vedrà più in concreto il funzionamento della responsabilità civile da circolazione stradale, cioè il metodo di imputazione della responsabilità, la liquidazione del danno anche extra-assicurativa e i profili più strettamente giuridici. Si noterà come il raggiungimento della responsabilità oggettiva e il conseguente l’abbandono graduale, anche in campo Rcauto, del sistema basato sulla colpa ci sembra essere frutto di un più grande movimento socio-giuridico di abbandono di un sistema basato più sulla afflizione del colpevole del danno che sulla tutela del danneggiato. Un sistema che era eretto su un generico principio di giustizia e che sta lasciando il passo ad un modello viceversa fondato sull’efficienza, che contempera l’interesse del danneggiato ad ottenere il risarcimento con la capacità dei consociati di sopportarne il peso economico.

Nel quarto capitolo abbiamo frazionato il settore assicurativo della responsabilità civile da circolazione stradale. A tal fine si danno delle soluzioni differenti per i due tipi di percorsi: quello strettamente basato sulla responsabilità che di fatto non presenta problematiche particolari, se non quella della liquidazione del danno, e quello assicurativo dove invece i puncta dolentia sono molti.
L’assicurazione Rcauto ricopre difatti fondamentale importanza in campo giuridico/economico: le entrate di più di un terzo delle assicurazioni non stipulate sulla vita sono prodotte in questo particolare settore.
E’ evidente che le defezioni economiche, ma soprattutto giuridiche, di tale sistema inficiano in maniera netta la stabilità del mercato assicurativo; ma la normativa giuridico/assicurativa, basata sulla premiazione di comportamenti virtuosi alla guida, involve anche quel più delicato compito di prevenzione dei sinistri stradali e dell’implementazione di un proficuo regime di circolazione stradale. E ancora, un corretto sistema di indennizzo tutela maggiormente il danneggiato nel momento della liquidazione del danno, comportando una maggior fiducia nella propria compagnia e nella guida su strada.

Nei successivi capitoli sono trattati più in dettaglio il sistema italiano, inglese e spagnolo, riprendendo i punti descritti in generale ed approfondendoli con gli apporti dottrinali, assicurativi e della giurisprudenza. Nei vari contesti si lascia spazio anche a brevi excursus e paragoni con altri ordinamenti non toccati direttamente dal nostro lavoro, ma pur sempre utili per avere un’idea globale dell’ambito trattato.

Il penultimo capitolo è dedicato all’operazione forse più delicata e importante cui è chiamato a svolgere il comparatista, e cioè calare il dato nel concreto. Descriveremo i 4 leading cases più ricorrenti di incidente stradale e la differente maniera di risolverli nei vari sistemi descritti. Senza questa operazione (breve, ma non per questo semplice) l’intera analisi avrebbe rischiato di rimanere troppo teorica e astratta.

Si concluderà il tutto con una proposta che mira a migliorare il sistema europeo e soprattutto quello italiano, in vista degli sviluppi effettuati nella tesi, nell’aspetto risarcitorio, della responsabilità civile e assicurazione da circolazione stradale.

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2 I. La responsabilità civile 1. La responsabilità civile in generale E‟ stato scritto che «dei punti di osservazione più significativi che i diversi settori dell’ordinamento offrono all’analisi dell’interprete, al fine di commisurare senso e portata dell’evoluzione dei singoli istituti e per verificare la rispondenza della normativa vigente al “dato reale”, certo quello della 3 responsabilità civile è uno tra i più privilegiati». La responsabilità è una categoria fondamentale di tutto il sistema giuridico. In particolare, nel diritto privato si parla di “responsabilità civile”, facendo riferimento alla situazione di chi, avendo commesso un atto illecito o avendo cagionato un danno ingiusto ad un altro, è obbligato a risarcire 4 il danno derivatone. Un danno può difatti verificarsi per l‟inadempimento di un‟obbligazione (allora si parlerà di responsabilità contrattuale) oppure può verificarsi anche al di fuori di un preesistente rapporto obbligatorio fra danneggiante e danneggiato. Questa responsabilità viene qualificata, nel lessico italiano, come responsabilità “extracontrattuale” ovvero “per fatto illecito”, alludendo al comportamento del danneggiante ( “dei fatti illeciti” recita il titolo IX del quarto libro del codice civile italiano, dove sono contenute le norme che la regolano) oppure ancora “responsabilità aquiliana” con terminologia ricavata dal diritto romano, dove la materia era disciplinata dalla lex 5 Aquilia (ex capite tertio). “Fatto illecito” non è però solo quello compiuto in violazione di una espressa norma, ma è pure quello che deriva dal mancato rispetto dell‟obbligo generalissimo del neminem laedere. Il problema fondamentale consiste perciò nell‟individuare quando al verificarsi di un danno segua il sorgere della responsabilità; a detto problema può porsi rimedio sostanzialmente in due modi diversi, i quali corrispondono a due diversi regimi di responsabilità civile. 3 Cfr. Alpa, Profili della disciplina dell’illecito nella evoluzione dell’esperienza francese, in Resp. civ. prev., 1975, p. 481. 4 Roppo, Istituzioni di diritto privato, Bologna, 2005, p. 66. 5 Il terzo capitolo fa riferimento al damnum derivante dalle conseguenze di azioni qualificate previste come conseguenza di un comportamento illecito. Le azioni previste sono: occidere, urere, rumpere, frangere (il diritto romano optava quindi per una conformazione di tipicità degli illeciti). Massetto, voce Responsabilitá extracontrattuale, in Enciclopedia del diritto, XXXIX, Milano, 1988, p. 1100 e ss., cfr. anche Sarrión, Las raíces romanas de la repsonsabilidad por culpa, Barcellona, 1993, p. 235 e ss.

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