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L'apporto alla critica e alla cultura cinematografica di Pietro Bianchi

L’evoluzione della critica cinematografica - disciplina che si propone di spiegare, analizzare e giudicare un film - per i primi vent’anni del Novecento non coincise con l’evoluzione del cinematografo: la produzione scritta su giornali e riviste fu all’inizio scarsa e confusa, priva di competenze e regole precise. Per tramutarsi in un vero e proprio mestiere ebbe bisogno di giornalisti ed intellettuali pronti a sfruttare le proprie competenze umanistiche per elevarla a genere letterario e per ritagliarle uno spazio tra le rubriche culturali. Pietro Bianchi fu uno dei primi giornalisti a promuovere una critica letteraria atta ad evidenziare l’anima e l’arte del film, più delle trovate stilistiche e tecniche. Questo lavoro è fatto perciò per ricordare l’uomo ed il critico che Bianchi è stato, per analizzare il suo lavoro all’interno di un ambiente e di un tempo in continuo mutamento, e per imparare come il cinema e la critica cinematografica si siano evoluti.

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CAPITOLO 1 - CENNO BIOGRAFICO 1.1 LA VITA DI PIETRINO Figura 1. Castello di Baiso, 1970. 1.1.1 I primi anni Pietro Bianchi nacque a Fontanelle (Roccabianca) il 24 giugno 1909, da Narciso, fornaio di 31 anni, e Maria Provinciali, casalinga di 27 anni. La sua famiglia era benestante, in paese era conosciuta e i piccoli amici accusavano spesso Pietrino di essere “un signore”. Già alle elementari meravigliava le maestre per la fantasia e la febbrile voglia di leggere, che rappresenterà la base di tutta la sua cultura. Dopo le medie, Pietro venne iscritto al ginnasio dei padri salesiani, a Parma, e sistemato nel collegio dei religiosi, nel convitto di Via Aurelio Saffi. Nel 1922 i genitori si trasferirono a Parma, dove aprirono un forno in Via Vittorio Emanuele. L‟anno successivo Pietrino si trasferì al liceo classico Romagnosi, alla quarta ginnasio sezione 13

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Zaccardi Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

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