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Vasco Rossi: una musica senza messaggio?

Vasco Rossi, il rocker definito da sempre “maledetto”, adorato e disprezzato al tempo stesso, lancia veramente dei messaggi pericolosi o fa semplicemente comodo crederlo perchè la società nelle sue canzoni si limita ad apparire così com'è?
L'obiettivo è quello di capire le motivazioni, “perché” qualcosa piace o meno, perché qualcosa viene giudicato “buono” o “cattivo”, sia a livello musicale sia sul piano dei contenuti.

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2 INTRODUZIONE Il protagonista di questo lavoro è un grande comunicatore, provocatore o come meglio si definisce lui stesso: provokautore! Sto parlando del cantante emiliano Vasco Rossi, il quale ha ricevuto la laurea honoris causa in Scienze della comunicazione, allo IULM di Milano: al momento del conferimento del titolo il rettore ha detto “ogni laurea costituisce il momento e l’atto finale di un percorso di vita e di studi che i giovani seguono per acquisire competenze culturali e professionali mentre il riconoscimento honoris causa taglia tutto il percorso di studi curriculari e va all’atto finale, assumendo in esso, la vita e le opere del laureando per la loro unicità ed esemplarità” (www.sorrisi.com). Un uomo che si è fatto ascoltare perché aveva molto da dire e lo ha fatto non attraverso giornali, TV, manifestazioni o partiti politici ma in modo insolito: con la musica. Chi ha molto da dire, al più fa parlare anche gli altri. Vasco è odiato, amato, giudicato e costruito. Forse per evitare pregiudizi, prevenzioni e per meglio stimolare cambiamenti di opinioni ritengo necessaria un piccola premessa. Dietro ad ogni artista c’è un uomo e io non sono qui per analizzare le scelte di vita di Rossi Vasco ma per capire se Vasco Rossi, il musicista, nelle sue canzoni ha realmente detto ciò che in genere gli viene attribuito, se lancia un messaggio, in che modo lo fa e come è sopravvissuto alla critica e al tempo. L’ascolto un testo avvolto dalla musica è un’azione naturale, trasporta sensazioni spontanee, non ragionate o costruite. Anche chi è pigro, ozioso, ascolta e recepisce senza sforzo e impegno il testo di una canzone. Credo che se gli stessi concetti che ora vengono cantati, venissero riproposti in un libro si assimilerebbero con molta più fatica e mancherebbe la metà delle sensazioni che riescono a trasmettere. Sensazioni amplificate dalla parte strumentale, dall’interpretazione del cantante sul palco, dal volume dei dischi. Riflettendo è come se togliessero la colonna sonora a quei film che sono diventati colossal del cinema. Con le note che suonano libere la parola è libera anch'essa e si riveste di un veicolo emozionale incredibile. Le frasi vengono trasportate leggere dando

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Verena Venturini Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2202 click dal 27/10/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.