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Eraclito nella concezione fenomenologico-esistenziale di Binswanger

Il presente elaborato nasce con l’intento di individuare un’area di ricerca in grado di coniugare l’ambito propriamente filosofico con quello psichiatrico.
In base a tal proposito, l’opera dello psichiatra svizzero L. Binswanger è parsa appropriata nel soddisfare tale esigenza, in quanto l’iter intellettuale e culturale dell’autore è stato determinato e influenzato, in larga misura, da correnti filosofiche di inizi Novecento. L’interesse preminente della tesi cercherà di mettere in luce, non tanto l’indiscutibile apporto della fenomenologia di Husserl e dell’analitica esistenziale di Heidegger alla teoria di Binswanger, quanto il contributo, altrettanto significativo e solo marginalmente preso in considerazione dagli studiosi, della filosofia di Eraclito.
L’obiettivo che si prefigge tale tesi diventa quello di indagare entro quali circostanze ed entro quali contenuti, si configura l’interesse dello psichiatra nei confronti del filosofo greco.
Alla luce di tali linee progettuali, la tesi si suddivide in 2 capitoli. Il primo capitolo è incentrato sulla figura di L. Binswanger. La psichiatria di fine ottocento in cui si forma il giovane Binswanger è sorretta da ideologie di derivazione positivistica, di tipo scientifico-naturalistico e riduzionistico; tali connotazioni la rendono, secondo Binswanger, non più in grado di afferrare il senso autentico dei fenomeni psichici e in generale di non comprendere autenticamente l’uomo e le sue modificazioni nella malattia. L’autore affronta tale crisi contestando radicalmente le categorie conoscitive della psichiatria classica e proponendo una rifondazione umana della psichiatria.
All’interno del capitolo verranno analizzati i principali contributi che Binswanger utilizzò per la realizzazione di tale progetto. Il confronto con la psicoanalisi freudiana costituirà lo sfondo di tutta la sua opera, tuttavia, l’eccessiva impronta del naturalismo biologico la confina entro un orizzonte nel quale l’uomo non è compreso nella sua totalità, ma è ridotto ai modelli della fisica e della biologia. Binswanger ricaverà gli apporti fondamentali alla sua teoria dalla fenomenologia di Husserl e dell’analitica esistenziale di Heidegger, in quanto tali correnti sono in grado di additare alla psichiatria quel capovolgimento metodologico che la fa nascere come scienza umana e la riscatta dal livello psicofisiologico nel quale si è annidata.
Basandosi su tali articolazioni metodologiche, la Daseinsanalyse binswangeriana viene dunque a configurarsi come un nuovo modello di comprensione psicologica dell’uomo.
Il secondo capitolo costituisce il nucleo centrale della tesi in quanto vede l’inserimento della filosofia di Eraclito all’interno dell’orizzonte psichiatrico. Il richiamo ad Eraclito è espressamente rinvenibile nel paragrafo La concezione eraclitea dell’uomo contenuto in Per un’antropologia fenomenologica. La filosofia eraclitea riveste importanza nell’ottica di un rinnovamento della psichiatria che Binswanger a suo tempo propose, nella misura in cui permette ad essa di riflettere criticamente sui suoi presupposti originari e di conseguenza, di descrivere in maniera adeguata le forme dell’esistenza umana Il capitolo verrà sviluppato analizzando le principali tematiche della filosofia di Eraclito alla luce dell’interpretazione di Binswanger. L’analisi del pensiero eracliteo verrà condotta sullo sfondo della dimensione esistenziale ed antropologica che Binswanger evince dalla lettura dei frammenti. La riflessione sull’uomo, considerato l’elemento centrale della filosofia eraclitea, verrà sviluppata all’interno del contesto cosmologico, in base al quale l’uomo si rapporta al mondo e concepisce una realtà in continuo movimento attraverso il Logos, la norma dell’accadere cosmico. L’uomo, attraverso il cosmo, giunge al Dio poiché il divino è l’unità che sottintende le opposizioni che caratterizzano la realtà.

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I N T R O D U Z I O N E Il presente elaborato nasce con l’intento di individuare un’area di ricerca in grado di coniugare l’ambito propriamente filosofico con quello psichiatrico. In base a tal proposito, l’opera dello psichiatra svizzero L. Binswanger è parsa appropriata nel soddisfare tale esigenza, in quanto l’iter intellettuale e culturale dell’autore è stato determinato e influenzato, in larga misura, da correnti filosofiche di inizi Novecento. L’interesse preminente della tesi cercherà di mettere in luce, non tanto l’indiscutibile apporto della fenomenologia di Husserl e dell’analitica esistenziale di Heidegger alla teoria di Binswanger, quanto il contributo, altrettanto significativo e solo marginalmente preso in considerazione dagli studiosi, della filosofia di Eraclito. L’obiettivo che si prefigge tale tesi diventa quello di indagare entro quali circostanze ed entro quali contenuti, si configura l’interesse dello psichiatra nei confronti del filosofo greco. Alla luce di tali linee progettuali, la tesi si suddivide in 2 capitoli. Il primo capitolo è incentrato sulla figura di L. Binswanger. La psichiatria di fine ottocento in cui si forma il giovane Binswanger è sorretta da ideologie di derivazione positivistica, di tipo scientifico-naturalistico e riduzionistico; tali connotazioni la rendono, secondo Binswanger, non più in grado di afferrare il senso autentico dei fenomeni psichici e in generale di non comprendere autenticamente l’uomo e le sue modificazioni nella malattia. L’autore affronta tale crisi contestando radicalmente le categorie conoscitive della psichiatria classica e proponendo una rifondazione umana della psichiatria. All’interno del capitolo verranno analizzati i principali contributi che Binswanger utilizzò per la realizzazione di tale progetto. Il confronto con la psicoanalisi freudiana costituirà lo sfondo di tutta la sua opera, tuttavia, l’eccessiva impronta del naturalismo biologico la confina entro un orizzonte nel quale l’uomo non è compreso nella sua totalità, ma è ridotto ai modelli della fisica e della biologia. Binswanger ricaverà gli apporti fondamentali alla sua teoria dalla fenomenologia di Husserl e dell’analitica esistenziale di Heidegger, in quanto tali correnti sono in grado di additare alla psichiatria quel capovolgimento metodologico che la fa nascere come scienza umana e la riscatta dal livello psicofisiologico nel quale si è annidata. Basandosi su tali articolazioni metodologiche, la Daseinsanalyse binswangeriana viene dunque a configurarsi come un nuovo modello di comprensione psicologica dell’uomo. v

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristina Vicini Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.