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Lovemarks : ragione e sentimento in chiave 2.0

Ho scelto di trattare l’argomento dei lovemark per il mio elaborato di laurea per due motivi: il primo è che mi sento coinvolta in prima persona come utente e consumatore nella rivoluzione che interessa il concetto di marca, credo fortemente che la componente di fiducia ed affetto verso un evento, personaggio o prodotto possano fare la differenza nel rapporto a lungo termine, che sia esso di consumo vero e proprio o semplicemente di intrattenimento. In secondo luogo, trovo che lo studio effettuato da Kevin Roberts, CEO worldwide dell’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, sia stato precursore di una tendenza per certi versi “anomala” rispetto alla situazione di mercato degli ultimi anni, ma rivelatasi molto più realistica di quanto si potesse immaginare.

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5 5 Introduzione Ho scelto di trattare l’argomento dei lovemark per il mio elaborato di laurea per due motivi: il primo è che mi sento coinvolta in prima persona come utente e consumatore nella rivoluzione che interessa il concetto di marca, credo fortemente che la componente di fiducia ed affetto verso un evento, personaggio o prodotto possano fare la differenza nel rapporto a lungo termine, che sia esso di consumo vero e proprio o semplicemente di intrattenimento. In secondo luogo, trovo che lo studio effettuato da Kevin Roberts, CEO worldwide dell’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, sia stato precursore di una tendenza per certi versi “anomala” rispetto alla situazione di mercato degli ultimi anni, ma rivelatasi molto piø realistica di quanto si potesse immaginare. Lo scenario di mercato - parlando in questo caso di lovermark-prodotti - è sempre piø saturo a causa della concorrenza che propone prezzi piø bassi, funzionalità piø evolute, personalizzazioni infinite, insomma, il concetto di “chi lava piø bianco” è antico ma al tempo stesso molto attuale, e le aziende sono da sempre orientate ad enfatizzare i reali attributi dei propri prodotti piø che a puntare sul valore emozionale dei propri brand. In questo senso, quindi, la ricerca di Roberts si scontra con una strategia di marketing improntata sulla razionalità e i fatti, sostenendo che occorre invece puntare su ciò che è intangibile, ciò che può far sognare il cliente, ciò che può differenziare un marchio da un altro proprio perchØ non direttamente paragonabile. Ritengo che la sua tesi sia la strada che molte aziende dovrebbero seguire per poter portare e mantenere al successo i propri marchi, e che chi decide di affidarsi solo alla componente razionale rischi di sottovalutare il consumatore, che al contrario ha sempre piø voglia di seguire i propri valori ed il cuore nella ricerca di ciò che piø lo appaga. Per quanto riguarda la struttura dell’elaborato, la prima parte analizza i lovemark dal punto di vista piø “nozionistico”, spiegandone l’origine, le caratteristiche e le differenze rispetto ai brand. La seconda parte, si basa sulla selezione di alcuni lovemark presenti in rete con un proprio website, e analizza questi ultimi per capire se effettivamente lo

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Elisa Torreggiani Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

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