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Sicurezza o libertà? Mediatizzazione e uso politico dell'insicurezza diffusa

La costruzione mediatica dell'insicurezza diffusa e sempre più percepita dai cittadini, il suo utilizzo a fini politici e sociali, l'ombra del controllo dei centri di comando politico sono i temi principali trattati da questo elaborato.
La storia dell'epopea securitaria, dagli Stati Uniti degli anni '70 all'Italia dei giorni nostri, una panoramica della storia dei paradigmi securitari, letti alla luce della grandi trasformazione nei mezzi di comunicazione di massa e della comunicazione politica.
La tesi si conclude poi con un capitolo di ricerca sulla città di Reggio Emilia: attraverso l'incrocio tra le fasi politiche cittadine e l'attenzione dedicata dai media locali agli episodi di criminalità "di strada", viene tracciata la panoramica di una città che si sente "assediata" (in particolare un paragrafo è dedicato alla stigmatizzazione della figura del migrante) e chiede nuove forme di biocontrollo.

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CAPITOLO 1 L’epopea sicuritaria: origini e sviluppi da una sponda all’altra dell’Atlantico Introduzione «Emergenza sicurezza. Pronte misure drastiche dall’esecutivo», «Tolleranza zero verso stupratori e immigrati clandestini», «Recintato il parco dello spaccio, soddisfazione dei residenti». Questi sono soltanto esempi a titolo indicativo di decine e decine di titoli che ci capita di scorgere ogni giorno leggendo i quotidiani. Se ci guardassimo bene indietro, se facessimo ricerche tra gli archivi dei quotidiani o recuperassimo i servizi dei notiziari televisivi, ci renderemmo conto che fino a qualche tempo fa in Italia, fino grossomodo alla fine degli anni Ottanta, i problemi ai quali venivano riservati gli spazi maggiori nelle politiche di newsmaking, erano prevalentemente di tipo politico, sociale, economico. Ora il clima è diverso: assistiamo ogni giorno ad uno stillicidio mediatico sull’insicurezza diffusa, sui problemi della microcriminalità, il tutto corredato da interviste ai cittadini su quanto si sentano insicuri a passeggiare nelle proprie città. Fanno parte dell’esperienza quotidiani di ciascuno di noi servizi nei telegiornali e intere pagine dei quotidiani sulle misure di sicurezza predisposte da questo o quel governo o dalle amministrazioni locali, dalle sempre più fantasiose ordinanze dei sindaci delle grandi città fino ad arrivare ai più piccoli comuni, il tutto condito con una salsa di compiacimento e plauso dei cittadini per il ristabilimento dell’ordine in zone degradate. I fatti di cronaca nera sembrano ormai gli unici per i quali valga la pena di spendere pagine e pagine di approfondimenti catastrofistici. Certo, si può tranquillamente obiettare che la cronaca nera esiste da quando esiste la carta stampata, ed è sicuramente vero. 9

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Emiliano Martinelli Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1422 click dal 08/11/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.