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La gestione delle garanzie sugli affidamenti dopo Basilea 2

Informazioni tesi

  Autore: Fausto Laterza
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Maria Antonietta Intonti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

Le metodologie di controllo dei rischi e le normative in tema di vigilanza prudenziale dettano condizioni di efficienza al sistema bancario.
Quest’ultimo, con l’evoluzione dei sistemi di Credit Risk Management, ha avuto un notevole sviluppo in termini di misurazione dei rischi e di gestione del portafoglio prestiti. Con l’avvento del Nuovo Accordo di Vigilanza Prudenziale, Basilea 2, i caratteri della gestione del rischio sono divenuti più stringenti ed in linea con la necessità di evitare le crisi di inefficienza finanziaria.
Il presente lavoro di tesi ha l’obiettivo di analizzare quali sono gli effetti del Nuovo Accordo sul Capitale di Basilea 2 ponendo sotto la lente d’ingrandimento il ruolo delle garanzie bancarie.
Nella prima parte del lavoro si metterà in evidenza la gestione delle garanzie nel sistema bancario analizzandone le varie tipologie. Successivamente si porrà l’accento sulle stesse come “congegno di segnalazione” e come “strumento di incentivo”. La visione proposta è in termini di uso delle garanzie per garantire l’efficienza bancaria.
Nella seconda parte della tesi si entrerà nel merito dell’evoluzione dei sistemi di vigilanza prudenziale analizzando la versione del 1988 di Basilea e le esigenze di revisione che hanno dato vita al Nuovo Accordo. Di quest’ultimo saranno evidenziati gli aspetti tecnici soffermandosi sui concetti di Credit Risk Management. Successivamente ci si soffermerà sul concetto di Loss Given Default e della stima del rischio di insolvenza tramite gli approcci Workout e Market in relazione alle garanzie bancarie.
Nella terza parte, il corpo della tesi, è un’analisi delle garanzie bancarie quale strumento di mitigazione del rischio alla luce di Basilea 2.
Le garanzie in oggetto saranno analizzate dal punto di vista reale e personale con le varie metodologie di stima. Tra queste saranno analizzati i “pricing” dei prestiti ed infine il ruolo delle garanzie in Italia.
Infine, ci si soffermerà su un case study in cui si evidenzieranno gli effetti delle nuove misure introdotte dalle banche in recepimento dell’Accordo. Lo studio effettuato in questa parte consisterà nel confronto tra i dati della “Quinta simulazione quantitativa della Banca d’Italia” in relazione alla reale applicazione della normativa dedotta dalla “Informativa al Pubblico” imposta dal Terzo Pilastro di Basilea 2 e recepita dalla circolare della Banca d’Italia 263/2006.
In conclusione si evidenzieranno le problematiche afferenti alla prociclicità del Nuovo Accordo del Capitale in seguito alla crisi finanziaria e le proposte di modifiche che aprono lo scenario verso una Basilea 3.

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La gestione delle garanzie sugli affidamenti dopo Basilea 2 CAPITOLO I LE GARANZIE NEL SISTEMA BANCARIO 1.1 Le garanzie nei finanziamenti bancari L’attività bancaria, ed in modo particolare quella creditizia, vede le banche nel ruolo di intermediari tra prenditori di fondi e datori di fondo. Quest’attività vede il trasferimento di risorse tra unità in avanzo di risorse finanziarie ad unità in disavanzo con il cosiddetto fido bancario. Quest’ultimo può essere considerato come l’attività principale ma non unica dell’attività delle banche. Ovviamente benché sia l’attività principale e forse la più profittevole, l’istituto bancario deve effettuare degli opportuni screening di valutazione del rischio d’insolvenza del soggetto a cui viene concesso il fido bancario. La banca deve opportunamente stimare la possibilità che il debitore risulti insolvente non pagando la quota prestata e gli interessi ad essa associati con 1 successive ricadute negative sulla gestione finanziaria della banca stessa. Tuttavia la complessità dell’istruttoria del fido permane con tutta la sua complessità il ruolo svolto dalle asimmetrie informative ossia di distribuzione non equilibrata tra le parti delle informazioni sulla qualità dei progetti per cui i finanziamenti sono richiesti. Questo problema viene attenuato tramite rilevazioni contabili ed extracontabili effettuate dalle banche con particolare riferimento agli obiettivi di crescita dell’azienda, su quali mercati e con quali modalità. Questa fase consente alla banca di selezionare le 2 richieste di finanziamento tramite la cosiddetta analisi del fido. 1 Berti A. (2009) 2 Malinconico A. (2008) 7

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Parole chiave

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circolare 263/2006 banca d'italia
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