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Il corpo in prima persona: esperienze e riflessioni sull'educazione attraverso il teatro.

Questo lavoro cerca di portare l'attenzione sul corpo parcheggiato fra sedia e banco dall'educazione tradizionale. L'auspicio è che l'educazione sia sempre più integrale e prenda in considerazione la persona come unità psico-ficsica e inserita in reti di relazioni. Il corpo è fondamentale per l'autoconsapevolezza, visto che esprime anche ciò che la mente vorrebbe ignorare, ci permette di esprimere, di sfogare e imparare a canalizzare emozioni ed impulsi. Richiama l'importanza della presenza, dell'attenzione, nelle relazioni con se stessi, con il prossimo e con il mondo. Per questo in questo elaborato non si parte dalla teoria ma dalla pratica del mio processo educativo vissuto e solo in un successivo momento, quello della riflessione ci si avvicina alla teoria. I processi educativi descritti utilizzano sopratutto il teatro e i giochi teatrali come strumento, in quanto ritengo sia uno strumento completo che fa lavorare contemporaneamente la ragione, il corpo e le emozioni, che ci chiama alla presenza verso noi stessi, e alla presenza con l'altro aumentando la nostra capacitá di ascolto e di relazione.

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Introduzione. 1 NASCITA. Questo elaborato nasce dalle coinvolgenti e sconvolgenti esperienze di tirocinio svolto presso l'associazione La Nave Va di Cabrils, che utilizza principalmente il teatro come strumento educativo. Rielaborare la mia esperienza fu un esigenza che si presentò spontaneamente, in questi intensi mesi forse quel che mi ha più sorpreso è stata la mia ri-scoperta, il mio rincontro con il mio corpo. Esso non era “più quell' unità anatomica che noi conosciamo come qualcosa di isolabile dalle altre entità che compongono il mondo oggettivo e che identifichiamo come sede della singolarità di ogni individuo”1, non era più un sacco di organi da sanare, come lo vorrebbe la medicina occidentale, ne carne da redimere come vorrebbe la tradizione cristiana. Fino ad ora avevo vissuto il mio corpo “in conformità alla logica e alla struttura dei vari saperi”2, esso venne finalmente ri- significato in modo personale. Smetteva di essere corpo in quanto contrapposto alla mente o all'anima, ritrovava attraverso l'esperienza l'unità. Non vi era più l’ Io, il mio corpo e il mondo, ma solo Io, come unità psico-fisica che facevo esperienza del mondo. Durante i laboratori teatrali sperimentai un nuovo modo di fare educazione che coinvolgeva la persona in ogni suo aspetto. Contemporaneamente si lavorava a livello fisico, emotivo e intellettuale. Si conosceva e si rifletteva su se stessi, ci si approcciava al mondo e ai suoi problemi, si entrava in relazione con gli altri non solo attraverso il canale della parola ma usando ogni linguaggio, esprimendo e ascoltando attraverso l’esperienza integrale di sè. Tutto sembrava assumere una sfumatura più concreta, più personale e soggettiva. Sperimentai, sia come alunna che come osservatrice o co-operatrice durante i laboratori, un modo diverso di educare, numerose furono le crisi che mi arricchirono e forte la curiosità per approfondire questo tema. Il tipo di educazione che avevo conosciuto finora ignorava il corpo, le emozioni, anzi spesso esse erano considerate un ostacolo all'apprendimento, o per meglio dire, al “trasferimento” di conoscenze, in quel sistema che Freire chiama educazione bancaria3. Nacque così l'esigenza di raccontare e di approfondire quanto sperimentato. Il processo di scrittura è stato quanto di più coerente possibile al tema e alle tesi che pretendo sostenere. L'idea si concretizzò durante un colloquio con il mio tutor aziendale David Martínez Sánchez che mi fece osservare che per spiegare e sostenere la validità di un tipo di educazione che coinvolge anche il corpo, è contraddittorio cominciare la ricerca dal canale intellettuale, quindi nelle parole scritte da altri autori. Se di corpo si voleva parlar sarebbe stato più coerente cominciare a narrare la mia esperienza 1 Galimberti, U., Il corpo, Feltrinelli, Milano 2002, p. 33. 2 Ibid. p. 11 3 Freire, P., La pedagogia degli oppressi, EGA 2002.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Elisa Ballardin Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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