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I simboli: indagine su cosa c’è sotto

La funzione simbolica è un meccanismo comune a diversi sistemi di rappresentazioni, la sua esistenza preliminare è necessaria per rendere possibili le interazioni di pensiero tra individui e quindi l’acquisizione dei significati collettivi.
Trattare tutti gli aspetti della funzione simbolica in così poche pagine risulterebbe un tentativo utopico e non esaustivo. Noi ci interrogheremo su queste domande: per studiare i simboli è necessario indagare la loro genesi? Come nasce questa competenza simbolica?
In questo elaborato, quindi, ci occuperemo di affrontare l’aspetto ontogenetico e filogenetico del simbolismo.
Nella prima parte esamineremo l’aspetto ontogenetico: l’acquisizione del simbolo da parte del bambino. Per far ciò ci riferiremo agli studi dell’epistemologo svizzero Jean Piaget (1945). Vedremo come, attraverso l’imitazione e il gioco esso venga a formarsi. Per quanto riguarda lo sviluppo dell’imitazione cominceremo col descrivere come nel primo stadio sia presente solo mero riflesso; l’imitazione via via si delinea grazie all’avvento dell’indice fino alla comparsa della rappresentazione simbolica o concettuale. Attraverso il gioco, il bambino comincia per prima cosa a manifestare i suoi istinti, poi passa con il ritualizzare alcuni gesti, che ripete prima di per sè, poi combinandoli fra loro; infine si separa da questo rituale nel momento in cui dà vita agli schemi simbolici, grazie allo sviluppo della rappresentazione.
Se l’uomo non è altro che la specie più progredita di tutte, sicuramente ciò che lo contraddistingue dagli altri animali non-umani è una competenza simbolica più sviluppata. Per cui, nella seconda parte del nostro elaborato tratteremo il punto di vista filogenetico della questione. Ci avvarremo delle teorie di Deacon che si appoggiano a quelle di Peirce per spiegare la tripartizione segnica. Poi vedremo come la competenza simbolica sia costituita da una scala decrescente che va dal simbolo passando dall’indice e finendo con l’icona. Per cui il simbolo risulta essere relazione tra indici, che a loro volta sono relazioni tra icone. Ciò che differenzia l’uomo dagli animali non-umani,secondo Deacon( è il fatto che: per gli animali non-umani sussiste un rapporto segnale-referente prefissato; mentre l’uomo è capace di combinare segni negli enunciati più vari. Ed è per questo che citeremo anche le teorie di Deacon, Aristotele (riletto da Lo Piparo) e Saussure per cui esiste non solo una dimensione verticale della significazione (rapporto segno-referente), ma anche una relazione orizzontale tra segni facenti parte di un sistema.

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Premessa La funzione simbolica è un meccanismo comune a diversi sistemi di rappresentazioni, la sua esistenza preliminare è necessaria per rendere possibili le interazioni di pensiero tra individui e quindi l’acquisizione dei significati collettivi. Trattare tutti gli aspetti della funzione simbolica in così poche pagine risulterebbe un tentativo utopico e non esaustivo. Noi ci interrogheremo su queste domande: per studiare i simboli è necessario indagare la loro genesi? Come nasce questa competenza simbolica? In questo elaborato, quindi, ci occuperemo di affrontare l’aspetto ontogenetico e filogenetico del simbolismo. Nella prima parte esamineremo l’aspetto ontogenetico: l’acquisizione del simbolo da parte del bambino. Per far ciò ci riferiremo agli studi dell’epistemologo svizzero Jean Piaget (1945). Vedremo come, attraverso l’imitazione e il gioco esso venga a formarsi. Per quanto riguarda lo sviluppo dell’imitazione cominceremo col descrivere come nel primo stadio sia presente solo mero riflesso; l’imitazione via via si delinea grazie all’avvento dell’indice fino alla comparsa della rappresentazione simbolica o concettuale. Attraverso il gioco, il bambino comincia per prima cosa a manifestare i suoi istinti, poi passa con il ritualizzare alcuni gesti, che ripete prima di per sè, poi combinandoli fra loro; infine si separa da questo rituale nel momento in cui dà vita agli schemi simbolici, grazie allo sviluppo della rappresentazione. Se l’uomo non è altro che la specie più progredita di tutte, sicuramente ciò che lo contraddistingue dagli altri animali non-umani è una competenza simbolica più sviluppata. Per cui, nella seconda parte del nostro elaborato tratteremo il punto di vista filogenetico della questione. Ci avvarremo delle teorie di Deacon che si appoggiano a quelle di Peirce per spiegare la tripartizione segnica. Poi vedremo come la competenza simbolica sia costituita da una scala decrescente che va dal simbolo passando dall’indice e finendo con l’icona. Per cui il simbolo risulta essere relazione tra indici, che a loro volta sono relazioni tra icone. Ciò che differenzia l’uomo dagli animali non-umani,secondo Deacon( è il fatto che: per gli animali non-umani sussiste un rapporto segnale-referente prefissato; mentre 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ester Mele Contatta »

Composta da 34 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.