Skip to content

Il giornalismo italiano come watchdog: le carte deontologiche disattese

Informazioni tesi

  Autore: Lara Dal Monte
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Comunicazione Pubblica, Sociale e d'Impresa
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Adriano Fabris
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

Questa tesi si propone di analizzare le origini e lo sviluppo storico del giornalismo italiano nell’ottica di motivare i “vizi” che ancora oggi rendono questo mestiere imperfetto. Il giornalismo è nato per ottemperare ad una missione: rendere le persone consapevoli dei meccanismi che regolano le società moderne, renderli capaci di giudicare, motivatamente, quello che accade. Il giornalismo dovrebbe quindi concorrere alla formazione dell’opinione pubblica, accrescendo il grado di democrazia.
Come vedremo, i governanti di ogni epoca hanno spesso avuto convenienza nel guidare un popolo inconsapevole e silente. L’obiettivo più alto del giornalismo dovrebbe essere quello di informare e, nel contempo, dare voce a tutti, nell’ottica della conquista di quei diritti proclamati dalle nostre costituzioni democratiche. Purtroppo, per interessi che vanno oltre questo obiettivo ideale, il giornalismo si è spesso reso inadeguato davanti a questa missione.
Vedremo in che modo, e con quali limiti, il giornalismo ha preso le mosse nel nostro paese, anche con brevi accenni al mondo anglosassone.

Analizzeremo poi l’ideale di obiettività, tanto necessario quanto irraggiungibile. Molti autori che si sono interessati di giornalismo ne hanno scritto, con punti di vista estremamente diversi.
L’obiettività è una sorta di regola non scritta del giornalismo: nessuna carta deontologica la cita, eppure rimane uno dei capisaldi del mestiere. Nessuna informazione può essere completa e veritiera se non è presentata in modo obiettivo. Certamente ogni giornalista presenta un fatto sotto il suo punto di vista, comunicando una “sua” verità, ma questo non lo esime dal dover essere il più preciso possibile, presentando ogni sfaccettatura di un fatto, quindi evitando una rappresentazione monocromatica della realtà. Trascurando l’obiettività si giunge spesso a una delle più eclatanti deformazioni del giornalismo: la deformazione della notizia.

L’ultimo capitolo è dedicato a un breve excursus sulle carte deontologiche presenti oggi in Italia, con qualche accenno al livello europeo. Sono riportati i passi più importanti delle carte, elencati i principi guida del mestiere, e le evoluzioni che, negli anni, hanno portato a una maggiore tutela dei diritti dei cittadini, primo tra tutti quello alla privacy, contrapposto al diritto di cronaca. Riportando vari esempi si dimostra l’inadeguatezza delle carte e delle sanzioni: con questi metodi la risoluzione delle deformazioni del giornalismo è ancora lontana. Si giunge alla conclusione che questi problemi si potrebbero sanare solamente con una maggior considerazione degli operatori verso l’etica professionale

Le conclusioni tentano di tirare le somme dell’analisi compiuta e fanno luce su una recente proposta, avanzata dall’ Ucsi (Unione cattolica della stampa italiana) e dal Professor Adriano Fabris, che alle prescrizioni della deontologia tenta di affiancare dei rimedi etici a quei problemi che da anni, e ancora oggi, affliggono il giornalismo italiano.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
- 1 - Capitolo I Lo sviluppo storico del giornalismo italiano e confronto con il modello anglosassone Il giornalismo italiano Ł stato legato, fin dalla sua nascita, al potere politico. Ancora oggi molti quotidiani nascono con una precisa finalit p olitica e partigiana. E dov Ł in questo scenario lo spazio per l obiettivit proclamata dal le carte deontologiche della professione? Ci proponiamo qui di esaminare, in una prospettiva storica, il formarsi del mestiere di giornalista in Italia, affetto, sin dai primordi, di un peccato originale di cui la stampa italiana risente ancora oggi. Il giornalismo italiano Ł nato, e si Ł conservato per lungo tempo, con delle precise caratteristiche. Il contesto storico che vede nascere e svilupparsi il giornalismo in Italia, non Ł particolarmente positivo dal punto di vista sia economico che culturale.1 1. 1. Le gazzette, in Europa ed in Italia. Gli albori del giornalismo europeo si scorgono con le gazzette, all inizio dei Seicento: il primato si deve a citt come Anversa, Augusta, Stra sburgo (tra il 1605 ed il 1609) grazie al loro ruolo politico e commerciale. In Italia le prime gazzette nascono a Firenze e Genova, rispettivamente nel 1636 e 1639. Gi circolavano da tempo avvisi e fogli di notizia, destinati a divenire gazzette dal 1563 quando uno di questi venne messo in vendita al prezzo di una gazeta. Infatti, come gli avvisi, le prime gazzette escono senza titolo e contengono notizie dall estero e poche notizie locali. Sono, in definitiva, fogli volanti e spesse volte manoscritti. Inoltre c Ł un grosso scarto di tempo tra l avvenimento e l effettiva circolazione della noti zia. Gi in questo periodo ben poca libert Ł riservata al compilatore e allo stampatore: la stampa e l attivit giornalistica sono poste sotto il regime di esclusiva, un privilegio concesso al principe, e alla censura preventiva. Spesso inoltre il compilatore Ł un uomo di fiducia del 1 Cfr. I contenuti di questo capitolo sono tratti dai seguenti testi: P. Murialdi, Storia del giornalismo italiano, Il Mulino, Bologna 2006. A. Mazzanti, L obiettivit giornalistica: un ideale maltrattato Il caso italiano in una prospettiva storico- comparativa (1800-1990), Liguori, Napoli 1991.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi