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Mario Giacomelli. L'uomo che fotografa con l'anima.

Stimando il mio compaesano e le sue indubbie qualità artistiche che lo rendono come molti sostengono “l‟uomo nuovo della fotografia”, mi vengono spontanee delle considerazioni che mi portano ad attribuirgli un mio titolo personale: di genio eclettico.
Oltre ad inserire un nota nuova nella fotografia, ovvero quella del racconto fotografico, è riuscito a creare un “fil rouge” tra arte e industria.

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INTRODUZIONE La scelta di trattare questo argomento è stata dettata, oltre che dalla mia passione per la fotografia e per la mia città , dall‟aver riconosciuto in Mario Giacomelli un autore capace di indagare tramite la sua arte, tematiche che vanno oltre la fotografia, spaziando dall‟analisi sociologia alla politica di mercato. Sono stata affascinata da questo autore perché frequentando un corso di fotografia organizzato da persone che hanno lavorato a stretto contatto con il Maestro ho potuto ripercorrere personalmente i luoghi scelti dall‟Autore come soggetti delle sue opere. Il mio intento è quello di ribadire, attraverso questo elaborato, la profonda innovazione apportata all‟arte della fotografia da questo Autore per troppo tempo non giustamente considerato. Il presente elaborato è frutto di un‟attenta analisi della fotografia innovativa di questo artista: l‟autore esce dagli schemi classici che prediligono una visione naturale, preferendo esprimersi attraverso una “stravaganza compositiva”. “La novità è proprio il punto di vista che lo spettatore non può ignorare, al contrario è costretto a seguirlo per riuscire a capire il percorso intimo dell‟artista. L‟oggetto dell‟indagine si sposta dall‟esteriorità della natura all‟interiorità dell‟artista1.” L‟intera fotografia di Giacomelli si può quindi leggere come autoanalisi. Fotografare diventa come comporre parole. Nel primo capitolo verrà trattata la sua biografia: un approfondimento della sua vita, la collocazione delle sue opere e la sua partecipazione al Gruppo Misa. Ho inoltre ritenuto necessario fare degli approfondimenti sul suo mentore Cavalli: la differenza tra il linguaggio fotografico di Cavalli e quello di Giacomelli consiste, oltre che nello stile, nell‟ispirazione e nel sentimento che derivano da percorsi ed esperienze di vita diversi. Mi è sembrato opportuno aprire una parentesi sul periodo storico neorealista che accompagna e contagia la fotografia del Maestro. Nel secondo capitolo si cercherà di definire prima la fotografia secondo Giacomelli e poi presentarla attraverso serie fotografiche scattate dal Maestro. Si partirà dalla definizione della fotografia di Giacomelli come trasformazione di intime convinzioni. 1 Roberto Maggiori 2

Laurea liv.I

Facoltà: Sociologia

Autore: Linda Gabbianelli Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.