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I meccanismi di difesa e la struttura del pensiero al test di Rorschach nelle organizzazioni borderline di personalità

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Anna Cantarella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Liana Valente Torre
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 215

Questo lavoro si propone di descrivere le manifestazioni al Rorschach, dello stile difensivo e della struttura del pensiero nei soggetti borderline. Si parte da una definizione del concetto "Borderline" così come si è evoluto da quando Stern lo citò per la prima volta nel 1938 nel tentativo di descrivere quegli individui aventi un'ipersensibilità fuori dall'ordinario; da allora e per oltre trent'anni, infatti, la condizione borderline è stata al centro di numerosi e controversi dibattiti.
Il soggetto borderline possiede una struttura stabile, sebbene abnorme, in cui gli elementi strutturali costanti sono: 1) assenza di controllo delle pulsioni; 2) la frequenza con la quale emergono le spinte pulsionali; 3) la presenza di sensazioni di vuoto e di depressione; mentre per quanto riguarda l'instabilità che lo caratterizza è da ricercarsi nell'ambito, per esempio, all'affettività che tende ad oscillare dalla rabbia intensa e immotivata, alla depressione e all'anedonia.
La struttura difensiva del soggetto borderline è stata trattata accuratamente da Kerngberg in Sindromi marginali e narcisismo patologico del 1975, dove presenta come difesa essenziale dell'organizzazione di personalità caso al limite la scissione che spiega in termini di divisione degli oggetti esterni in "completamente positivi" e "completamente negativi", con la possibilità di spostamenti totali e bruschi di un oggetto da un estremo all'altro; seguono l'idealizzazione primitiva che crea immagini dell'oggetto non realistiche, potenti e totalmente positive; l'identificazione proiettiva, in cui il soggetto prima proietta su un oggetto esterno le immagini aggressive e negative del Sé e poi tende ad identificarsi con lui; la negazione in cui aree della coscienza vengono reciprocamente negate; l'onnipotenza e la svalutazione strettamente collegate alla scissione.
Anche la letteratura psicodinamica ha spesso centrato l'attenzione sui meccanismi di difesa per spiegare i tratti della personalità borderline, che via via venivano presi in considerazione dai vari autori nelle diverse teorie, ne è un esempio, lo studio di Gacono sulle personalità antisociali, o ancora le preoccupazioni di Kemper per le difficoltà del transfert - controtransfert nel trattamento dei pazienti borderline proprio causate dalla pressante barriera difensiva.
Qui appare chiaro, dunque, come queste difese, benché presenti singolarmente anche in altre patologie, siano considerate, globalmente, caratteristiche e rivelatrici di un'organizzazione borderline di personalità.
Il test di Rorschach permette di individuare sia qualitativamente sia quantitativamente l'uso dei meccanismi difensivi. Bisogna ricordare che i soggetti borderline sono particolarmente sensibili alle situazioni non ben strutturate e che pertanto risultano, nella maggior parte dei casi, molto reattivi e quindi proiettivi di fronte a questo test.
All'interno del Rorschach alcuni autori hanno, poi, costruito due specifiche scale per valutare il funzionamento difensivo di questi soggetti: la scala di Lerner e Lerner ( LDS) che, in accordo con le formulazioni teoriche di Kernberg che integrava il punto di vista della psicologia dell'Io con la teoria delle relazioni oggettuali, si basa sulla prospettiva del conflitto strutturale; la scala di Cooper (RSD), costruita sulla nozione di deficit strutturale .
Le difese devono essere analizzate una ad una cercando di evidenziare le modalità con le quali esse si manifestano nelle risposte evocate al Rorschach, sulla base delle considerazioni empiriche di numerosi autori tra cui Lerner e Lerner, Passi Tognazzo e Valente Torre.
Nel quarto capitolo, si è presa in considerazione la struttura del pensiero e su come essa si manifesti nell'ambito di un protocollo Rorschach.
Da un primo approccio ad un protocollo borderline risulta subito molto evidente la tendenza dei casi al limite a "mutar registro" da un momento all'altro e a presentare improvvise ed estese
fluttuazioni del funzionamento. Tuttavia nonostante la variabilità con cui si presenta il profilo Rorschach, è possibile individuare in esso tipiche modalità di risposte, ecco perché può essere definito coerente nell'incoerenza.
Nella letteratura esiste la distinzione tra due forme della patologia borderline: quella coartata e quella lussureggiante; qui per esemplificare meglio quanto viene esposto si fa riferimento in particolare alla forma lussureggiante, come si può vedere dai casi esposti.
Alcuni autori propongono dei modelli interpretativi nel tentativo di categorizzare e classificare i borderline, come quello proposto da Blatt e Auerbach; altri come Adler forniscono teorie tese a spiegare il movimento oscillatorio del pensiero borderline che si manifesta in maniera molto evidente all'interno dei protocolli.

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I Introduzione Questo lavoro si propone di descrivere le manifestazioni al Rorschach, dello stile difensivo e della struttura del pensiero nei soggetti borderline. Si parte da una definizione del concetto "Borderline" così come si è evoluto da quando Stern lo citò per la prima volta nel 1938 nel tentativo di descrivere quegli individui aventi un'ipersensibilità fuori dall'ordinario; da allora e per oltre trent'anni, infatti, la condizione borderline è stata al centro di numerosi e controversi dibattiti. Anni dopo Knight (1953) riconosce al disturbo borderline, nonostante l'instabilità e la mutevolezza dei sintomi, stabilità, specificità e consistenza interna e suddivide i pazienti borderline in quattro sottotipi diagnostici. Nel 1978 parlando dei borderline, Gunderson mette in evidenza come la ridotta capacità lavorativa, l'impulsività, gli atti di suicidio manipolativi, l'intolleranza della solitudine e l'affettività aggressiva siano in essi predominanti.

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