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I caratteri dei toscani nelle relazioni di Pietro Leopoldo del 1790

In questa tesi ho inteso seguire le osservazioni di Pietro Leopoldo sui caratteri dei toscani così come emergono dalle “Relazioni sul governo della Toscana” del 1790. Per una comprensione di questo testo mi è sembrato utile partire dalla ricostruzione del più generale e assai più complesso dibattito sui caratteri nazionali. Si tratta di un grande dibattito europeo che ho cercato di ricostruire seguendo le linee di riflessione a partire dalla cultura politica svizzera del primo Settecento per poi proseguire con Hume, Voltaire, Montesquieu. Nel contesto di questo dibattito, ampio spazio ho dato alle riflessioni di Pietro Calepio sui caratteri degli italiani, pubblicate nel 1728. Su un altro piano, ho voluto collocare le osservazioni di Pietro Leopoldo nel contesto delle immagini della Toscana presenti nella cultura dei viaggiatori del ‘700. Dai viaggiatori più noti (De Brosses, Montesquieu, Goethe, Berkeley) alle interessanti “Briefe über Italien” dell’avventuriero letterato tedesco Christian Joseph Jagemann. Su queste basi il terzo capitolo si sofferma sulle osservazioni di Pietro Leopoldo, alla ricerca di un modello di descrizione geografica ancora assai ricco di osservazioni puntuali, sui caratteri, sui costumi e gli usi delle singole popolazioni. Su questo ricco materiale ho potuto sviluppare o anche solo accennare molte considerazioni. Innanzi tutto in merito ad una cultura geografica che non si contenta del puro segno sulla carta ma che è insieme descrizione dei caratteri nazionali, resoconto di viaggio erudito, resoconto di condizioni sociali, registrazione di luoghi comuni e insieme anche esplicito programma di governo riformatore. Il viaggio, per Pietro Leopoldo, è anche uno strumento di governo che affonda le sue radici nel modello dell’inchiesta di Colbert, ma anche nella nuova elaborazione della figura del sovrano responsabile della pubblica felicità (di cui sono esempi Francesco Stefano e Maria Teresa d’Austria, genitori di Pietro Leopoldo).
Sulla base di queste “Relazioni” ho posto infine un ultimo tema: l’esistenza o meno di un’immagine dinastica della Toscana, da Pietro Leopoldo a Leopoldo II. Ho infatti, seppur brevemente, messo a confronto le “Relazioni sul governo della Toscana” del 1790 con le memorie del granduca Leopoldo II. Da questo confronto, emergono le linee di una tradizione dinastica dell’immagine della Toscana, tema che sarebbe indubbiamente utile approfondire sulle tracce, ad esempio, del formarsi dell’archivio praghese del ramo toscano degli Asburgo Lorena.

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Introduzione In questa tesi ho inteso seguire le osservazioni di Pietro Leopoldo sui caratteri dei toscani così come emergono dalle “Relazioni sul governo della Toscana” del 1790. Per una comprensione di questo testo mi è sembrato utile partire dalla ricostruzione del più generale e assai più complesso dibattito sui caratteri nazionali. Si tratta di un grande dibattito europeo che ho cercato di ricostruire seguendo le linee di riflessione a partire dalla cultura politica svizzera del primo Settecento per poi proseguire con Hume, Voltaire, Montesquieu. Nel contesto di questo dibattito, ampio spazio ho dato alle riflessioni di Pietro Calepio sui caratteri degli italiani, pubblicate nel 1728. Su un altro piano, ho voluto collocare le osservazioni di Pietro Leopoldo nel contesto delle immagini della Toscana presenti nella cultura dei viaggiatori del ‘700. Dai viaggiatori più noti (De Brosses, Montesquieu, Goethe, Berkeley) alle interessanti “Briefe über Italien” dell’avventuriero letterato tedesco Christian Joseph Jagemann. Su queste basi il terzo capitolo si sofferma sulle osservazioni di Pietro Leopoldo, alla ricerca di un modello di descrizione geografica ancora assai ricco di osservazioni puntuali, sui caratteri, sui costumi e gli usi delle singole popolazioni. Su

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Lorenzo Fanti Contatta »

Composta da 213 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2712 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.