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L'analisi di rischio sanitario-ambientale nella disciplina delle bonifiche dei siti contaminati: evoluzione nella normativa italiana e applicazione a due casi studio

Informazioni tesi

  Autore: Nicolò Bertasi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Ambientali
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Maurizio Vidali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 353

La bonifica dei siti contaminati è un tema di grande importanza per la garanzia della tutela delle risorse ambientali e della salute dei cittadini.
Proprio per questo lo studio e lo sviluppo di strumenti scientifici per l’analisi dei fenomeni di inquinamento del sottosuolo e di trasmigrazione degli inquinanti rivestono un ruolo fondamentale.
L’obiettivo del presente lavoro consiste nell’approfondimento di uno degli strumenti a disposizione dei soggetti che operano nel settore delle bonifiche: l’Analisi di Rischio assoluta.
L’elaborato si apre con una panoramica sulla legislazione italiana in materia di bonifica di siti contaminati. Vengono esaminati in dettaglio l’articolo 17 del D.Lgs. 22/99, il D.M. 471/99, e il D.Lgs. 152/06 per analizzare l’evoluzione della disciplina delle bonifiche con particolare riferimento all’Analisi di Rischio sito specifica. Si parte dalla sua prima introduzione nel panorama legislativo italiano con il D.M. 471/99 per poi seguirne l’evoluzione fino a diventare parte integrante e necessaria in un progetto di bonifica. Nel D.Lgs. 152/06 assume un ruolo di primaria importanza e con essa cambiano le definizioni di sito contaminato legate non più a valori tabellari ma sito specifici con l’introduzione di nuovi livelli di accettabilità.
Essa diviene strumento di valutazione dello stato di contaminazione e riporta in primo piano la tutela della salute, essendo diretta a verificare gli effetti sulla salute umana che derivano dall’esposizione prolungata all’azione delle sostanze presenti nelle matrici ambientali. Vengono quindi nel seguito confrontati dettagliatamente gli iter procedurali previsti dalle due normative proprio per evidenziare il diverso peso con cui l’Analisi di Rischio si inserisce all’interno degli stessi.
Dopo aver brevemente passato in rassegna gli standard e le linee guida internazionali che hanno introdotto per la prima volta il concetto di analisi del rischio, viene dedicata un’ampia trattazione ai “Criteri Metodologici per l’applicazione dell’analisi assoluta di rischio ai siti contaminati”. Fornito dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ex APAT), costituisce le Linee Guida contenenti tutte le indicazioni teoriche e pratiche per l’applicazione dell’Analisi di Rischio a livello nazionale.
Sulla base di tali indicazioni si svolge la seconda parte del presente elaborato che consiste nell’applicazione della procedura di analisi di rischio a due casi di studio. Attraverso la caratterizzazione del sito e l’analisi dello stato della contaminazione sono stati elaborati i modelli concettuali, spina dorsale della procedura, che mettono in relazione le sorgenti di contaminazione, i percorsi di esposizione e i bersagli.
Sono stati utilizzati due software per il calcolo del rischio e dei relativi obiettivi di bonifica: il software RBCA Tool Kit 2.5 e il software Giuditta 3.1. La scelta di utilizzare due software si basa sulla volontà sia di confrontare gli stessi per capirne i pregi e i difetti, sia di avere due risultati per uno stesso sito, due diversi punti di vista. Nella descrizione dei software sono infatti evidenziate le specifiche modalità del calcolo sia del rischio che degli obiettivi di bonifica.
Il lavoro sui casi studio si completa con un giudizio tecnico sullo stato della contaminazione e la formulazione di alcune ipotesi di bonifica e si conclude con considerazioni relative all’evoluzione dell’Analisi di Rischio nella normativa italiana e a come è cambiata la sua funzione.

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L'ANALISI DI RISCHIO SANITARIO-AMBIENTALE NELLA DISCIPLINA DELLE BONIFICHE DEI SITI CONTAMINATI 8 1. INTRODUZIONE La bonifica dei siti contaminati è un tema di grande importanza per la garanzia della tutela delle risorse ambientali e della salute dei cittadini. Proprio per questo lo studio e lo sviluppo di strumenti scientifici per l’analisi dei fenomeni di inquinamento del sottosuolo e di trasmigrazione degli inquinanti rivestono un ruolo fondamentale. L’obiettivo del presente lavoro consiste nell’approfondimento di uno degli strumenti a disposizione dei soggetti che operano nel settore delle bonifiche: l’Analisi di Rischio assoluta. L’elaborato si apre con una panoramica sulla legislazione italiana in materia di bonifica di siti contaminati. Vengono esaminati in dettaglio l’articolo 17 del D.Lgs. 22/99, il D.M. 471/99, e il D.Lgs. 152/06 per analizzare l’evoluzione della disciplina delle bonifiche con particolare riferimento all’Analisi di Rischio sito specifica. Si parte dalla sua prima introduzione nel panorama legislativo italiano con il D.M. 471/99 per poi seguirne l’evoluzione fino a diventare parte integrante e necessaria in un progetto di bonifica. Nel D.Lgs. 152/06 assume un ruolo di primaria importanza e con essa cambiano le definizioni di sito contaminato legate non più a valori tabellari ma sito specifici con l’introduzione di nuovi livelli di accettabilità. Essa diviene strumento di valutazione dello stato di contaminazione e riporta in primo piano la tutela della salute, essendo diretta a verificare gli effetti sulla salute umana che derivano dall’esposizione prolungata all’azione delle sostanze presenti nelle matrici ambientali. Vengono quindi nel seguito confrontati dettagliatamente gli iter procedurali previsti dalle due normative proprio per evidenziare il diverso peso con cui l’Analisi di Rischio si inserisce all’interno degli stessi. Dopo aver brevemente passato in rassegna gli standard e le linee guida internazionali che hanno introdotto per la prima volta il concetto di analisi del rischio, viene dedicata un’ampia trattazione ai “Criteri Metodologici per l’applicazione dell’analisi assoluta di rischio ai siti contaminati”. Fornito dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ex APAT), costituisce le Linee Guida contenenti tutte le indicazioni teoriche e pratiche per l’applicazione dell’Analisi di Rischio a livello nazionale. Sulla base di tali indicazioni si svolge la seconda parte del presente elaborato che consiste nell’applicazione della procedura di analisi di rischio a due casi di studio. Attraverso la caratterizzazione del sito e l’analisi dello stato della contaminazione sono stati elaborati i modelli concettuali, spina dorsale della procedura, che mettono in relazione le sorgenti di contaminazione, i percorsi di esposizione e i bersagli.

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