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La varicella in gravidanza: analisi retrospettiva e proposta di gestione dei casi ospedalizzati

La varicella è una malattia conseguente ad una infezione primaria con il virus varicella zoster (VZV).La trasmissione del virus avviene per via aerea, attraverso l’inalazione di una cospicua quantità di “droplets nuclei” e durante la gravidanza, il virus può essere trasmesso all’embrione o al feto attraverso la placenta (trasmissione transplacentare).La diagnosi di varicella e di zoster è clinica.Le varie infezioni che si verificano nella donna gravida sono da tenere in considerazione per le duplici conseguenze sulla madre e sul prodotto del concepimento.E’ stato stimato, che l’incidenza dell’infezione da VZV durante la gestazione è di 0.7 casi ogni 1000 gravidanze.La complicazione materna più frequente (10% dei casi) è la polmonite interstiziale (varicella pneumonitis).Gli effetti dell’infezione sul feto dipendono dall’età gestazionale in cui si manifesta la varicella nella gravida.Il primo momento a rischio è quando la varicella viene contratta nei primi due trimestri di gestazione. Il secondo momento a rischio è quando la varicella materna si manifesta nei giorni in prossimità o dopo il parto. La varicella neonatale si sviluppa a distanza di 5-10 giorni dalla nascita con una sintomatologia di gravità variabile. Con questa tesi si vuole analizzare i casi di gravide con varicella afferenti all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Udine dal Marzo 2005 al Maggio 2009 gestiti in regime ambulatoriale e di ricovero.L’analisi retrospettiva dei casi di gravide con varicella in Ospedale ha incluso una paziente ricoverata presso la Clinica di Ginecologia e Ostetricia per l’espletamento del parto che ha sviluppato la malattia durante il ricovero.
La storia della paziente ha permesso di rilevare come la comparsa della varicella in un gravida ricoverata presso la Clinica di Ginecologia coinvolga più figure. Proposta di un protocollo della gestione di una gravida ricoverata che sviluppa varicella.

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3 1.1 La varicella La varicella è una malattia conseguente ad una infezione primaria con il virus varicella zoster (VZV), caratterizzata da un esantema vescicolare diffuso. Ha un andamento endemo-epidemico caratterizzato da manifestazioni annuali con prevalenza tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. L’eventuale riattivazione dello stato di latenza del virus stesso comporta l’emergenza dello zoster, eruzione vescicolare localizzata, prevalentemente unilaterale. 1.1.a Il virus varicella-zoster (VVZ) Il virus della varicella appartiene alla famiglia degli Herpesviridae. La famiglia Herpesviridae viene suddivisa in tre sottofamiglie in base al loro sito di latenza: 1. Alphaherpesvirinae (Herpes simplex virus, varicella-zoster virus); sede di latenza sono le terminazioni nervose del SNC (Sistema Nervoso Centrale); 2. Betaherpesvirinae (Cytomegalovirus); sede di latenza sono l’endotelio e epitelio di ghiandole salivari e tubuli renali; 3. Gammaherpesvirinae (Epstein-Barr virus); sede di latenza sono le cellule linfoidi. Il VZV è il più piccolo degli herpesvirus umani, costituito da un core contenente una singolo filamento di DNA a doppia elica ed un involucro lipoproteico. Nei virioni di 120-200 nm di diametro si distingue il core, contenente il DNA, il capside a simmetria icosaedrica, il tegumento di natura proteica e l'envelope.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Marina Comuzzi Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.