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La tutela della genitorialità

Informazioni tesi

  Autore: Sara Facciani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Diritto
  Relatore: Augusta Alesse
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

La legge delega n. 53/2000 (attuata poi con il d.lgs. 151/2001) ha ampliato notevolmente il significato di "maternità", passando da un concetto di assistenza e cura relegato ai meri bisogni fisiologici del bambino ad uno esteso alle sue necessità relazionali e affettive; inoltre, per la prima volta, la suddetta legge è intervenuta sulla redistribuzione dei ruoli familiari, prevedendo un diritto originario in capo al padre di poter astenersi dal lavoro per curare il figlio. Tramite la presente ricerca, analizzando vari strumenti giuridici ed economici, si suol verificare se la "tutela della genitorialità" viene realizzata, ossia se i genitori vengono "affrancati dal bisogno" nel momento in cui nasce il figlio. Le implicazioni economiche derivanti dalla tutela della genitorialità sono molteplici e hanno riflessi su diverse discipline: sul diritto del lavoro, sul diritto della sicurezza sociale, in campo sociologico e sulla qualità della vita della persona. Quest'ultimo concetto è molto affine alle finalità della legge n. 53/2000, la quale ha cercato di incentivare le persone a crearsi uno stile di vita confacente alle proprie aspirazioni, rendendo più agevole la conciliazione tra vita professionale e vita familiare.

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4 INTRODUZIONE Il termine “genitorialità” è stato utilizzato molto frequentemente in dottrina, soprattutto negli ultimi dieci anni, in seguito all’emanazione della legge delega n. 53 dell’8 marzo 2000 (attuata con il d.lgs. n. 151/2001), con la quale, per la prima volta, venne previsto un diritto originario in capo al padre: la facoltà di poter astenersi dal lavoro per curare ed assistere il figlio. Le implicazioni che derivano dalla cosiddetta “tutela della genitorialità” sono molteplici e hanno riflessi in diversi campi: sul diritto del lavoro, sul diritto della sicurezza sociale, in ambito sociologico e, soprattutto, sulla qualità della vita della persona. Quest’ultimo concetto, negli ultimi decenni, ha assunto un’importanza fondamentale e, principalmente, la legge delega n. 53/2000, attraverso la sua “politica dei tempi”, ha cercato di incentivare le persone a crearsi uno stile di vita confacente alle proprie aspirazioni, evitando il più possibile che le persone debbano privarsi di una vita professionale per seguire le esigenze di cura della famiglia o trascurare quest’ultima per gli impegni lavorativi. Attraverso la suddetta legge, il significato di “maternità” si è ampliato notevolmente, passando da un concetto di assistenza e cura relegato ai meri bisogni fisiologici del bambino ad uno esteso alle sue necessità relazionali e affettive. Per di più, viene ribadito fortemente il principio di pari opportunità, poiché viene prevista un’adeguata redistribuzione dei carichi familiari per evitare che il lavoro di cura gravi principalmente sulla lavoratrice madre e, di conseguenza, quest’ultima possa subire penalizzazioni nella carriera professionale. Con la presente ricerca si suol verificare se, nel nostro ordinamento, la tutela della genitorialità trova attuazione, se, cioè, i genitori vengono “affrancati dal bisogno” nel momento in cui nasce il figlio. Questo lavoro è stato strutturato come segue: nel primo capitolo saranno illustrati i passaggi fondamentali attraverso i quali la tutela della maternità si è evoluta in tutela della genitorialità, senza tralasciare la rilevante influenza delle direttive comunitarie in materia di congedi; nel secondo verrà delineata la disciplina dei congedi nell’ordinamento italiano, evidenziando anche le novità avvenute dopo l’emanazione della

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