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Depressione e insonnia: causa o effetto?

Informazioni tesi

  Autore: Michela Colarieti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e Tecniche Psicologiche della valutazione e consulenza clinica
  Relatore: Luigi De Gennaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

Secondo la classificazione diagnostica del DSM-IV, rispetto all’episodio depressivo maggiore, l’insonnia e l’ipersonnia risultano essere due dei sintomi più evidenti della depressione. In particolar modo l’insonnia e i risvegli anticipati mattutini sembrano essere legati alla depressione endogena, al contrario l’ipersonnia viene più specificatamente collegata ad alcuni tipi di depressioni unipolari atipiche e ad episodi depressivi bipolari.
Tenendo conto di queste premesse e considerando il fatto che spesso le anomalie di sonno persistono nonostante la depressione venga rimessa, l’opportuno trattamento dei disturbi del sonno potrebbe essere uno dei mezzi più efficaci per ridurre l’incidenza di depressione.
La deprivazione di sonno come terapia antidepressiva ha dato, infatti, molti risultati positivi. La deprivazione di sonno agisce sulla manipolazione dei ritmi sonno veglia conducendo a processi neurobiologici interni che potrebbero essere considerati adattivi più che patologici. A causa di una deprivazione di sonno quindi si induce un’attivazione dei neuroni serotoninergici, dovuta ad una veglia prolungata, riportando risultati significativamente positivi nel miglioramento del tono dell’umore nei pazienti depressi, similmente ai trattamenti farmacologici che agiscono come agonisti delle monoamine o bloccanti della serotonina e norepinefrina. (depressione ipotesi monoaminergica: poche monoamine).
Questo ci spinge a considerare quindi la bidirezionalità più che la primarietà dei due disturbi. Per un prospettiva futura quindi sarebbe utile dare maggior importanza alla relazione tra insonnia e depressione ed in particolar modo svolgere degli studi più approfonditi riguardo al sistema REM-NREM in quanto quest’ultimo sembra essere il meccanismo d’azione di fondo in grado di spiegare la controversa relazione tra depressione e insonnia.

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4 Introduzione I sentimenti e le emozioni sono parti essenziali dell’esistenza umana. Sono legati agli eventi del mondo reale e rappresentano il risultato di valutazioni ragionevoli dell’importanza di tali eventi nella nostra vita. Tuttavia capita che, in alcune persone, l’affetto si distacchi dalla realtà lasciando spazio a sentimenti di vuoto, di appiattimento emotivo o anedonia. Questo è il caso della depressione. Accanto a questi sintomi a carico dell’umore se ne aggiungono altri sul versante neurovegetativo, come: calo o aumento di peso, agitazione o rallentamento psicomotorio, mancanza di energia, ansia, somatizzazioni, ma soprattutto i disturbi del sonno, tra cui l’insonnia e l’ipersonnia. Lo scopo del seguente lavoro è quello di soffermarsi prevalentemente sul controverso rapporto tra la depressione e l’insonnia, cercando di analizzarne e di spiegarne la relazione, partendo dal fatto che, secondo molti studi clinici, l’insonnia potrebbe essere considerata allo stesso tempo un possibile fattore di rischio per lo sviluppo di disordini psichiatrici, un precursore, una conseguenza o una complicazione della depressione maggiore. Mediante l’analisi delle manipolazioni del ritmo sonno-veglia e attraverso lo studio degli eventuali cambiamenti fisio-patologici nelle fasi di sonno dei pazienti depressi, si cercherà di approfondire il legame bidirezionale tra l’insonnia e la depressione. Inoltre, si terrà conto, anche dello studio delle differenze tra i profili normali ed anomali di EEG, registrati durante il sonno in pazienti adulti, bambini ed adolescenti depressi. In secondo luogo si approfondiranno i problemi legati alla scelta del trattamento per la depressione. Infatti, nonostante la psicoterapia e la terapia farmacologia

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