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''Patrioti all'Alpe andiamo''. Il Risorgimento tra rivoluzioni e canzoni

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Crocco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia moderna
  Relatore: Maria Rosa De Luca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

Lo scopo della tesi è quello di ripercorrere la storia del Risorgimento italiano attraverso le canzoni e gli inni del periodo. Si tratta di una prospettiva diversa rispetto ai documenti ufficiali, dalla quale è possibile cogliere il modo in cui gli avvenimenti risorgimentali furono percepiti e vissuti dalla popolazione. Un percorso di storia che inizia con le invasioni napoleoniche nei primi anni dell'800, quando, sotto la spinta degli ideali della rivoluzione francese, per la prima volta nelle canzoni comparvero le idee di Unità e Indipendenza, fino agli anni immediatamente postunitari attraversati da un sentimento popolare di protesta e disillusione.

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INTRODUZIONE La canzone non è altro che la trasposizione in musica e in versi di particolari stati d‟animo, e anche, secondo la definizione di Emilio Franzina: «una dimensione dello spirito incline all‟autoriconoscimento collettivo e di gruppo 1 non importa se in forma epica, sacrale o lirica, di tipo politico o nazionale.» Da questo, continua lo studioso, vi è una duplice difficoltà a creare una catalogazione e uno studio adeguato delle canzoni di spirito patriottico, perché in Italia molto spesso è mancato quel senso unitario di base 2 indispensabile. Il primo grande laboratorio musicale di canti e inni patriottici è stato senza dubbio il Risorgimento e, a partire dalla seconda metà dell‟Ottocento, in tanti si sono cimentati nell‟impresa di formare dei corpora canori che rappresentassero l‟anima musicale del paese. Le prime grandi raccolte sono state quelle delle canzoni dialettali, costituite con l‟intenzione di tramandare le tradizioni dei propri luoghi di appartenenza, in modo da conservarne la memoria storica. Spiccano, per importanza e interesse, le raccolte siciliane 34 ottocentesche di grandi studiosi come il Vigo, il Pitrè e il Salomone 5 Marino. Nei loro lavori hanno raccolto molti canti, i quali divengono una testimonianza del modo in cui il popolo ha vissuto e percepito gli eventi del 1 Emilio FRANZINA, Inni e canzoni, in I luoghi della memoria. Simboli e miti dell’Italia unita, a cura di Mario Isnenghi, Roma, Laterza, 1996, p. 117. 2 Ibid. 3 Leonardo VIGO, Raccolta amplissima di Canti popolari siciliani, Catania, Galatola, 1870. 4 Giuseppe PITRÈ, Cartelli, pasquinate, canti del popolo siciliano, Palermo, s.e., 1913. 5 Salvatore SALOMONE MARINO, La storia nei canti popolari siciliani, Palermo, Giliberti, 2 1870, e anche, ID., La rivoluzione siciliana del 1848-49 nei canti popolari, in AA. VV. Memorie della rivoluzione siciliana dell’anno MDCCCXLVIII, Palermo, Tipografia Cooperativa fra gli operai, 1898, voll. I-II. 4

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