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Il tenore di vita dei pensionati. Un'analisi demo-economica di un campione rappresentativo dei pensionati italiani

La presente indagine ha inteso determinare quali siano le condizioni demografiche ed economiche dei pensionati italiani.
L’analisi è stata condotta sui dati campionari, individuali e familiari, raccolti dalla Banca d’Italia tra il Maggio ed il Settembre del 1996 (dati che si riferiscono al 1995) e pubblicati anche nel Supplemento al Bollettino Statistico del Marzo del 1997. I dati campionari registrati su supporto magnetico riguardano oltre 8.000 famiglie (circa 24.000 individui) e contengono circa 650 variabili, molte delle quali hanno richiesto ulteriori elaborazioni, per poter essere adeguatamente sfruttate ai fini di questo lavoro: ad esempio, il reddito è stato convertito in reddito equivalente tramite l’utilizzo di scale di equivalenza, le tipologie di reddito da pensione sono state riclassificate, ecc.
Per mancanza o insufficienza di altre informazioni (es. stato di salute, ecc.), ci si è concentrati qui sugli aspetti di tipo economico (reddito disponibile, tipologia di pensione percepita, ecc.) e demografico (dimensione familiare, sesso, ecc.), con lo scopo di valutare come questi, in combinazione tra di loro, influiscano sul tenore di vita degli individui e delle famiglie.
Il lavoro si articola in cinque capitoli e quattro appendici monotematiche.
Il primo capitolo presenta una breve guida ragionata a ciò che, sull’argomento, si trova in letteratura. Si è in particolare rivolta l’attenzione al rapporto ISTAT sugli anziani in Italia del 1997, al VII rapporto CER-SPI sulle condizioni economiche degli anziani curato da Daniele Pace e Stefano Pisani del 1998 ed infine al contributo di Emanuele Baldacci e Gaetano Proto in merito alla distribuzione del reddito tra le famiglie del 1999.
Il secondo ed il terzo capitolo sono stati sviluppati sfruttando, unicamente, gli aggregati economici e gli indici scaturiti dalla personale elaborazione dei dati forniti dalla Banca d’Italia.
Più precisamente, il secondo capitolo descrive come vari il comportamento economico delle famiglie (es.: acquisto di beni,contrazione di debiti, accumulazione di risparmio, ecc.) a seconda del fatto che in esse vivano o meno (uno o più) pensionati. Un paragrafo di questo capitolo evidenzia, inoltre, il ruolo che gli individui, a seconda della loro età anagrafica, della tipologia di reddito percepito e del fatto che siano o meno pensionati, hanno nella redistribuzione del reddito all’interno delle loro famiglie di appartenenza.
Il terzo capitolo pone, invece, l’obiettivo sulla povertà intendendo svelare come i pensionati (e le famiglie nelle quali risiedono) si difendano dalle situazioni di più accentuata indigenza.
Il quarto capitolo presenta un modello statistico che si propone di riassumere i risultati dei tre precedenti capitoli, mettendo in evidenza in forma sintetica quali siano le variabili che influiscono, in maniera maggiormente significativa, sul tenore di vita delle famiglie italiane.
Il quinto capitolo, alla luce dell’analisi comparata dei primi quattro, riassume le principali conclusioni raggiunte.
L’appendice A spiega in che modo la Banca d’Italia ha raccolto ed elaborato i dati registrati su supporto magnetico e riportati anche, in forma tabellare, nel Bollettino Statistico e propone, inoltre, una descrizione delle variabili utilizzate per la stesura del secondo e del terzo capitolo.
L’appendice B presenta una rapida descrizione del sistema pensionistico italiano mettendo in rilievo la sua storia, la sua legittimazione costituzionale, e le sue caratteristiche attuali, in termini di equità, differenziazione tra gruppi, ecc..
L’appendice C descrive i vari approcci allo studio della povertà introducendo, accanto agli indici di diffusione e intensità che più frequentemente vengono utilizzati a questo fine (H, I e HI), nuove metodologie, di tipo multidimensionale, relativamente recenti in letteratura, ma che, per mancanza di informazioni, non è stato possibile elaborare sui dati utilizzati per questa tesi.
L’appendice D analizza il tema delle scale d’equivalenza, ossia del modo di comparare il tenore di vita di famiglie diverse non solo quanto a reddito, ma anche quanto a composizione familiare. In particolare viene presentato il metodo introdotto da Van Ginneken (1982) e seguito da Carbonaro (1985) ma è anche offerta una breve panoramica sui diversi, possibili, approcci al problema esistenti in dottrina.

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Introduzione Questo lavoro si propone di analizzare e descrivere il tenore di vita dei pensionati italiani. Come Baldacci e Proto (1999) sostengono, il termine pensionato solitamente richiama alla nostra attenzione due immagini contrastanti: quella dell’anziano che vive con l’ausilio di trasferimenti di modesta entità e quella del pensionato baby che, sfruttando le maglie larghe della nostra legislazione e pur essendo ancora in condizione di produrre reddito, percepisce prestazioni previdenziali. Questo lavoro cercherà invece di dimostrare che l’universo dei pensionati è più variegato di quanto le immagini stereotipate sopra menzionate potrebbero farci credere. Nello stimare quale sia il tenore di vita dei pensionati (e degli anziani in generale), bisognerebbe tenere in considerazione aspetti di non facile definizione, e, comunque, difficili da misurare. Il Rapporto ISTAT sulla condizione degli anziani in Italia rileva, per esempio, che la situazione familiare influisce molto sulle condizioni di vita dei pensionati poiché essi, data (di norma) l’età avanzata, trascorrono gran parte della giornata all’interno delle mura domestiche. D’altro canto, riassumere, in un valore numerico, la situazione familiare di un anziano non appare possibile perché, ad esempio, sarebbe difficile quantificare il danno arrecatogli da un’abitazione di modeste dimensioni o dalla convivenza con persone a lui sgradite.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Angelo Loddo Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2440 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.