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Perdita assenza e memoria

In questa ricerca abbiamo cercato di mettere in evidenza l'importanza del tema della memoria e dei suoi inevitabili collegamenti:l'assenza e la perdita.
Anche se è utopico cercare di circoscrivere un così ampio tema,che trae le sue origini sin dall'antichità, fino al suo sviluppo nelle teorie filosofiche,storiche, psicologiche, scientifiche e letterarie del nostro tempo, abbiamo cercato di analizzarlo sotto il profilo di tre specifici artisti del nostro contemporaneo: Christo, Boltanski ed infine Felix Gonzalez-Torres che hanno cercato, attraverso le loro opere di dare un loro personale contributo a queste tematiche e agli atavici interrogativi su cos'è la memoria, il valore dei ricordi, e la perdita e l'assenza nella vita dell'uomo.Tutti e tre questi artisti, hanno molteplici aspetti in comune : l'importanza del rapporto con il pubblico, la caducità del tempo che si percepisce attraverso le loro opere , il cercar di far sopravvivere i loro lavori,le emozioni che questi possano comunicare ma sopratutto l'invito a riflettere, a porsi delle domande,sul proprio passato, sulla propria identità attraverso immagini o opere non strettamente vicine allo spettatore.i loro sentimenti, sono i sentimenti di tutti. Abbiamo preso in oggetto, anche le teorie di alcuni autori, quali Proust, Paolo Rossi (docente di storia della filosofia all'università di Firenze) Bertolt Brecht, Walter Benjamin, sia perchè tutti loro hanno affrontato queste tematiche,nella loro vita, nei loro scritti, in maniera utile alla mia ricerca, sia perchè sono stati il fondamento,di tutti e tre gli artisti, che li hanno condotti poi a produrre le loro affascinanti opere d'arte.

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3 INTRODUZIONE «Nella tradizione filosofica, ed anche nel comune modo di pensare, la memoria sembra far riferimento ad una persistenza, ad una realtà in qualche modo intatta e continua, la reminiscenza (o rievocazione) rinvia invece alla capacità di recuperare qualsiasi cosa che si possedeva un tempo e che è stato dimenticato. Secondo Aristotele la memoria precede cronologicamente, la reminiscenza e appartiene alla stessa parte dell'anima alla quale appartiene l'immaginazione :è una collezione o raccolta di immagini con l'aggiunta di un riferimento al tempo. La rievocazione non è qualcosa di passivo: è il recupero di una conoscenza o sensazione già avuta in precedenza. Rievocare implica uno sforzo deliberato della mente, è una sorta di scavo o di volontaria ricerca fra i contenuti dell'anima: chi rammemora fissa per illazione che prima ha veduto o udito o sperimentato qualcosa e ciò è, in sostanza, una specie di ricerca; essa spetta solo a coloro che hanno capacità deliberativa perché anche il deliberare è una forma di illazione. La memoria è di uomini e animali, la reminiscenza è solo dell' uomo. Nella tradizione platonica invece come una forma di conoscenza che è collegata alla teoria della reincarnazione. L'anamnesi platonica, non deriva dai sensi: è un riconoscimento di essenze. L'intera conoscenza è una forma di ricordo. All' origine sta un possesso che un tempo era presente e in seguito è stato perduto. Quella perdita si configura come una colpa. Se le immagini sono espressione di una realtà trascendente e rinviano ad essa, l'arte della memoria diventa, un mezzo per far corrispondere mente ed universo. L'arte non è più una tecnica fondata sullo studio delle associazioni mentali e sul potere evocativo delle immagini. Le immagini sono spiragli che mostrano una via di accesso verso le profondità dell'

Diploma di Laurea

Facoltà: Accademia di Belle Arti di Roma

Autore: Cristina Piersigilli Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3254 click dal 22/03/2011.

 

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