Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Cosa c'è di speciale nella facoltà del linguaggio?

Il titolo prende il nome da un testo di Pinker e Jackendoff del 2004, e risulta essere la domanda conduttore di tutti gli studi sul linguaggio dagli inizi sino ai giorni nostri. Nella mia tesi ho trattato degli studi di Noam Chomsky nel Novecento, del dibattitto tra generativismo e comportamentismo attraverso un testo di Paul Swiggers del 1995, e infine ho dato rilievo al dibattito moderno sul linguaggio, attraverso le opinioni di Chomsky, Hauser, Ficht e Pinker e Jackendoff.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 INTRODUZIONE Nello studio dell’uomo, a prescindere da quale punto di vista lo si osservi, è di fondamentale interesse un approccio che consideri come elemento primario il linguaggio. Molti si sono quindi occupati della capacità che ha l’uomo di esprimersi e delle modalità con cui riesce a farlo. In particolare è stata focalizzata l’attenzione sulla nascita del linguaggio, sulle sue modalità di funzionamento e sulle regole soggiacenti ad esso. L’indagine che qui si presenta, prevede come punto centrale, l’esplorazione delle principali teorie elaborate, nel corso dei suoi studi, da Noam Chomsky . Una delle più importanti idee di Chomsky è che gran parte della conoscenza linguistica è innata; infatti, un fanciullo, può avere un vasto corpus di conoscenza precedente circa la struttura del linguaggio in generale, ed ha solo bisogno di apprendere concretamente gli elementi di eccentricità della lingua cui è esposto. Chomsky non è stata la prima persona a suggerire che tutte le lingue abbiano alcuni aspetti fondamentali comuni (come vedremo, egli stesso cita filosofi che hanno scritto diversi secoli fa condividendo la sua stessa idea fondante), ma ha contribuito piuttosto a riabilitare l'innatismo dopo un periodo dominato da approcci verso il linguaggio di carattere spiccatamente comportamentale (Skinner). Forse ancor più significativamente, egli ha avanzato ipotesi concrete e tecnicamente sofisticate sulla struttura del linguaggio, e ha proposto interessanti metodi per la valutazione del successo delle teorie della grammatica. Chomsky si spinge fino ad affermare che il fanciullo non ha affatto bisogno di imparare nessuna "regola" specifica di una particolare lingua. Tutte le lingue seguono lo stesso insieme di regole, sebbene gli effetti di tali "regole" e le interazioni tra esse possano variare grandemente, in funzione di alcuni "parametri" linguistici universali. Questa è una delle differenze più pregnanti, e sottili, rispetto alla quasi totalità delle altre teorie. “Una cosa elementare riguardo la facoltà del linguaggio è che è un sistema discreto e infinito. Ogni sistema è basato su un’operazione primitiva che prende n oggetti già costruiti, e costruisce da loro un nuovo oggetto: nel più semplice caso, l’insieme di questi n-oggetti.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Ilaria Gallicchio Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3096 click dal 06/09/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.