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Consumo di alcol e droga nella giovane età adulta. Uno studio tra gli studenti universitari ciprioti e gli studenti internazionali a Cipro.

Informazioni tesi

  Autore: Anna Baldovin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Silvia Ciairano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

La ricerca dell’identità contraddistingue i giovani negli anni della scuola superiore e dell’università; in questo periodo infatti la pressione del gruppo dei pari, combinata ad una spinta interna alla sperimentazione, risulta spesso nel primo approccio a sostanze psicoattive. Siccome il tasso di consumo di alcol e droghe tra i giovani è in continuo aumento, ciò è diventato un importante argomento di ricerca.
Il presente studio esamina le differenze nell’uso di alcol e droghe tra gli studenti universitari ciprioti e gli studenti internazionali a Cipro prendendo in considerazione anche il sesso. Inoltre, viene esaminata anche la relazione tra uso di sostanze ed opinione dell’ambiente sociale (genitori e gruppo dei pari). I dati sono stati raccolti in due università private a Nicosia ed i partecipanti sono di entrambi i sessi e di diverse nazionalità (n=80). L’analisi dei dati ha confermato l’esistenza di differenze tra studenti ciprioti e studenti internazionali per quanto riguarda il consumo di alcol (consumo generale, frequenza di binge drinking ed ubriachezza) ed il consumo generale di marijuana. Rispetto a queste misure gli studenti ciprioti sembrano infatti bere e fumare meno degli studenti internazionali, mentre sembrano non esserci differenze nell’uso di altre droghe. L’uso di marijuana sembra essere correlato ad un maggiore abuso di alcol ed all’uso di altre droghe. Appaiono esserci differenze di sesso legate al consumo generale di alcol ed alla frequenza di binge drinking, misure in cui i maschi risultano bere alcolici ed esagerare con una frequenza maggiore delle femmine. Per tutte le altre misure invece non sono state riscontrate differenze di sesso. La presente ricerca mette in luce il fatto che l’ambiente sociale sia molto influente nel consumo di sostanze psicoattive e che l’opinione del gruppo dei pari abbia generalmente un effetto maggiore di quella genitoriale.

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CAPITOLO 1: CONOSCERE LE SOSTANZE PSICOATTIVE Prima o poi accade ed è accaduto a tutti nella propria vita di venire in contatto con bevande alcoliche e droghe illecite di diverso tipo e spesso le prime memorie che si hanno di questo incontro più o meno ravvicinato risalgono al periodo della scuola (Blackman, 2004). La ricerca dell’identità contraddistingue infatti i giovani negli anni della scuola superiore e dell’università, mentre le pressioni dei coetanei combinate ad una spinta interna alla sperimentazione risultano spesso nel primo approccio a sostanze psicoattive (Fisher & Harrison, 2005). Con l’espressione “sostanze psicoattive” intendiamo ogni sostanza naturale o sintetica in grado di raggiungere il sistema nervoso ed alterare il suo ordine biochimico provocando pertanto cambiamenti nel tono dell’umore, nella percezione, nell’attività mentale e nel comportamento (Bonino, Cattelino & Ciairano, 2005). Tabacco, alcol e marijuana, per esempio, sono considerate sostanze psicoattive. 1.1 Alcol Per bevanda alcolica si intende ogni liquore fermentato, come vino, birra, o liquore distillato, che contiene alcol etilico, o etanolo, come agente intossicante. L'alcol ha un effetto benefico sui processi digestivi (funzione di “aperitivo”), perché stimola l'appetito ed aumenta le secrezioni gastriche, preparando lo stomaco ad accogliere e digerire il cibo. Ha un significato conviviale e facilita la socializzazione (Ciairano, Bosma, Miceli & Settanni, 2008). Il vino rosso esercita un'azione protettiva dalle malattie cardiovascolari grazie alla presenza del resveratrolo, un polifenolo ad azione antiossidante contenuto nella buccia dell'uva. Tale sostanza è presente in maggiori quantità nel vino rosso, dal momento che la fermentazione in presenza delle bucce (macerazione) è spesso prolungata. L'alcol sembra avere anche un effetto antinfiammatorio, dal momento che nei bevitori moderati si riscontrano livelli di proteina-C reattiva, marker della risposta infiammatoria, inferiori alla media (Rivers, 1994). Quando però viene assunto in dosi elevate, l’alcol può essere considerato a tutti gli effetti una droga, dotata di azioni tossiche sull'intero organismo. Infatti questa sostanza viene metabolizzata dal corpo non in funzione delle reali esigenze organiche, come accade per i nutrienti, ma con l'unico scopo di essere neutralizzata ed eliminata. L'ossidazione 3

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