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Problemi di integrazione nelle zone urbane degradate: Parigi e Milano

La tesi analizza i motivi dell'esclusione sociale degli immigrati e dei loro discendenti e la tendenza alla ghettizzazione nelle metropoli urbane. Vengono esaminati i casi di Parigi e Milano, nelle loro differenze e nei loro tratti comuni, con particolare riferimento a momenti di criticità sociale come le rivolte nelle banlieues del 2005 e gli scontri di Via Padova del Febbraio 2010.

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 6 
 Introduzione
 
 Il
presente
lavoro
mette
a
confronto
due
realtà
profondamente
diverse,
ma
che
 hanno
 dei
 punti
 in
 comune.
 La
 banlieue
 parigina
 e
 la
 provincia
 di
 Milano
 ospitano
entrambe
un’alta
concentrazione
di
immigrati,
e
nel
caso
francese
a
 questi
 vanno
 accostati
 i
 discendenti
 degli
 stranieri
 arrivati
 con
 le
 ondate
 migratorie
 degli
 anni
 Cinquanta.
 Entrambe
 le
 zone
 d’interesse,
 inoltre,
 presentano
il
fenomeno
del
degrado
urbano
e
la
sovrapposizione
di
diversi
 fattori
di
disagio
sociale
ed
economico,
complicati
dai
problemi
di
integrazione
 della
consistente
popolazione
immigrata.

 La
concentrazione
degli
immigrati
e
delle
comunità
etniche
però
è
molto
più
 forte
nelle
periferie
francesi:
nella
provincia
di
Milano
il
fenomeno
non
è
così
 netto.
Allo
stesso
modo,
nel
capoluogo
lombardo
gli
immigrati
non
abitano
solo
 le
periferie,
ma
anche
alcuni
quartieri
centrali.
Tuttavia
spesso
anche
in
Italia,
 per
motivi
socioeconomici,
legati
anche
al
mercato
immobiliare,
oltre
che
per
 effetto
delle
reti
sociali
ed
etniche,
si
verifica
una
certa
concentrazione
degli
 immigrati
in
aree
circoscritte,
ma
nel
caso
di
Milano
si
tratta
di
vie,
tratti
di
vie
 o
condomini.
In
ogni
caso
queste
zone
sono
immerse
in
un
contesto
urbano

 ampio

e
quindi
non
sono
isolate.
Un’altra
differenza
sostanziale
tra
Italia
e
 Francia
 è
 la
 politica
 per
 l’integrazione.
 Mentre
 la
 Francia
 ha
 una
 lunga
 esperienza
al
riguardo,
l’Italia
non
ha
ancora
una
linea
politica
definita,
anche
 perché
 rientra
 nel
 modello
 mediterraneo,
 e
 dunque
 è
 un
 Paese
 meta
 di
 immigrazione
solo
da
tempi
relativamente
recenti
(Ambrosini,
2005).
Infine,
va
 fatta
 una
 profonda
 distinzione
 tra
 Italia
 e
 Francia
 per
 quanto
 riguarda
 l’approccio
delle
istituzioni
alla
questione
dell’immigrazione
e
il
rapporto
fra
 Stato
e
stranieri.
Lo
Stato
francese
è
infatti
molto
più
attivo
nella
gestione
 dell’immigrazione
rispetto
a
quello
italiano.
Gli
ideali
della
 République,
inoltre,
 uniti
 al
 modello
 assimilazionista,
 hanno
 creato
 nelle
 nuove
 generazioni
 di
 origine
straniera
delle
aspettative
molto
elevate
di
inclusione
sociale,
disattese
 dai
fatti.
In
Italia
la
situazione
per
il
momento
è
diversa
e
da
questo
punto
di
 vista
i
due
Paesi
non
sono
comparabili.

 Questi
temi
sono
trattati
nel
primo
e
nell’ultimo
capitolo.
Il
primo
è
dedicato
al
 confronto
delle
condizioni
degli
immigrati
in
Italia
e
in
Francia,
con
particolare
 6

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale

Autore: Valeria Pacini Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

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