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Nuovi scenari e divari nell'Europa allargata e il caso Romania

Sono Fabio Ferro, neolaureato al corso di laurea di secondo livello in Economia e direzione delle imprese presso l'Università degli Studi di Torino. Precedentemente e più precisamente nel 2007, ottenni la qualifica di primo livello in Economia Aziendale presso l'Università degli Studi di Genova.

Durante gli anni accademici oltre ad aver effettuato svariate collaborazioni nonchè consulenze, ho avuto la possibilità di maturare importanti esperienze all'estero che hanno permesso di incrementare notevolmente il mio bagaglio culturale nonchè di modificare la propria visione delle cose.

Questi viaggi, talvolta quasi all'avventura, si sono successivamente tramutati in quell'input che mi ha permesso di scrivere una tesi sull'Europa, che c'è stata e che verrà, con particolare riferimento a quei paesi dell'Europa orientale, da molti chiamati Peco, o più semplicemente, paesi provenienti dalla grande ex economia pianificata comunista.

L'intterrogativo che mi sono posto, durante i miei periodi talvolta di studio e talvolta di ozio a Cluj Napoca una delle maggiori città dellla Transilvania, era fin dove possiamo arrivare e fino quanto possono crescere?

Risale al 2006 la mia prima visita nell'Europa centro-orientale o utilizzando un termini a me caro, nell'Europa danubiana. In questi anni ho guidato chilometro per chilometro lungo le rive del Danubio, ho costeggiato l'enorme lago di Balaton, ho incrociato le renne sui Carpazi della Slovacchia, e carovane di contadini in Bucovina, per poi raggiungere Cracovia grazie alle autostrade polacche di recente costruzione.
In quei giorni lo sviluppo economico era forte, tanto che piccoli e grandi imprenditori sentivano il fiorire degli affari, e più ti avvicinavi al sud della Romania, il profumo del fare denaro era più forte della stessa essenza che poteva emettere la flora circostante sopratutto in quel "limbo" di strada che va da Bucarest a Costanza, (il più importante porto del Mar Nero), laddove duemila anni or sono, persino il celebre poeta latino Ovidio, caduto in disgrazia, vi trovò rifugio.

Bee oggi nel 2011, molte cose sono mutate e quel profumo che forgiava il verde denaro del 2007 si è tramutato in un'acre fragranza di un tulipano appassito, ossia di un simbolo splendore decaduto perchè quella terra poi non era così facile da coltivare.

Quindi oggi cosa resta?
Se siete interessati alla risposta avete due alternative...o visitate questi splendidi luoghi, un pò anche all'avventura, oppure provate a leggere la mia tesi, che scritta si grazie al supporto di svariate fonti, si basa soprattutto su ciò che hanno visto i miei occhi provando a descrivere un nuovo futuro europeo, fatto di traguardi che i politici vogliono raggiungere in un futuro, a mio parere, troppo distante per essere agguantato dalla velocità con cui si muove questo presente.

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Prefazione “Il meccanismo di mercato, che scatena amori e odi così grandi, è una struttura di base attraverso la quale gli individui possono interagire l'uno con l'altro e avviare attività reciprocamente vantaggiose. Tuttavia possono emergere problemi che non si affrontano sopprimendo i mercati ma mettendoli in condizione di funzionare meglio, con più equità e in presenza di integrazioni adeguate.” Amartya Sen 4

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Ferro
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Direzione delle imprese
  Relatore: Maria Giuseppina Lucia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

FAQ

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