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Analisi dell'attività referenziale nel processo terapeutico

Nel presente lavoro cercheremo di capire come funziona l’Attività Referenziale (AR), quell’ attività della mente che costruisce il sistema delle connessioni referenziali fra le rappresentazioni verbali e non, e che può essere espressa nel linguaggio. Le rappresentazioni non verbali comprendono rappresentazioni di azioni, emozioni ed esperienze somatiche. Le misure dell’Attività Referenziale valutano il grado in cui chi parla o scrive è capace di tradurre tali esperienze in parole per evocare esperienze corrispondenti nell’ascoltatore o lettore. La cornice teorica entro cui si colloca la teoria dell’AR e il metodo per misurarla è costituita dalla Teoria del Codice Multiplo, elaborata dalla psicoanalista e ricercatrice Wilma Bucci con il suo gruppo di ricerca presso il Derner Institute dell’Adelphi University di New York. Questa teoria nasce dall’incrocio di due grandi matrici: la psicologia cognitiva sperimentale e la psicoanalisi. La professoressa Bucci è uno dei maggiori esponenti della ricerca sul processo in psicoterapia ed utilizza questo strumento per quantificare, nei trascritti di sedute audio-registrate, la presenza dei movimenti oscillatori fra esperienza emozionale ed attività riflessivo-elaborativa durante gli scambi verbali fra paziente e terapeuta. In un primo momento approfondiremo il concetto di Ricerca in Psicoterapia, in quanto è l’ambito in cui viene usato il metodo, dando uno sguardo alla storia e alle diverse tipologie. In un secondo momento ci soffermeremo sulla storia della teoria fondata da Wilma Bucci. Successivamente verrà presentato lo strumento usato per valutare l’Attività Referenziale, composto da quattro scale ed applicato da giudici adeguatamente preparati. Dopo la spiegazione teorica dei concetti riporteremo un caso clinico in cui è stata valutata l’AR e le conclusioni del lavoro svolto, dando una dimostrazione pratica del metodo.

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1 Introduzione Nel presente lavoro cercheremo di capire come funziona l‟Attività Referenziale (AR), quell‟ attività della mente che costruisce il sistema delle connessioni referenziali fra le rappresentazioni verbali e non, e che può essere espressa nel linguaggio. Le rappresentazioni non verbali comprendono rappresentazioni di azioni, emozioni ed esperienze somatiche. Le misure dell‟Attività Referenziale valutano il grado in cui chi parla o scrive è capace di tradurre tali esperienze in parole per evocare esperienze corrispondenti nell‟ascoltatore o lettore. La cornice teorica entro cui si colloca la teoria dell‟AR e il metodo per misurarla è costituita dalla Teoria del Codice Multiplo, elaborata dalla psicoanalista e ricercatrice Wilma Bucci con il suo gruppo di ricerca presso il Derner Institute dell‟Adelphi University di New York. Questa teoria nasce dall‟incrocio di due grandi matrici: la psicologia cognitiva sperimentale e la psicoanalisi. La professoressa Bucci è uno dei maggiori esponenti della ricerca sul processo in psicoterapia ed utilizza questo strumento per quantificare, nei trascritti di sedute audio-registrate, la presenza dei movimenti oscillatori fra esperienza emozionale ed attività riflessivo-elaborativa durante gli scambi verbali fra paziente e terapeuta. In un primo momento approfondiremo il concetto di Ricerca in Psicoterapia, in quanto è l‟ambito in cui viene usato il metodo, dando uno sguardo alla storia e alle diverse tipologie. In un secondo momento ci soffermeremo sulla storia della teoria fondata da Wilma Bucci. Successivamente verrà presentato lo strumento usato per valutare l‟Attività Referenziale, composto da quattro scale ed applicato da giudici adeguatamente preparati. Dopo la spiegazione teorica dei concetti riporteremo un caso clinico in cui è stata valutata l‟AR e le conclusioni del lavoro svolto, dando una dimostrazione pratica del metodo.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Federica Vecchieschi Contatta »

Composta da 25 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.