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Rischi per esposizione a campi elettrici e magnetici di bassa frequenza

Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Ghione
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Elettrica
  Relatore: Roberto Napoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 310

Analisi delle conoscenze mediche e della percezione legislativa e normativa. Metodi di misura e valutazione del rischio.

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Tesi di laurea in ingegneria elettrica RISCHI PER ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTRICI E MAGNETICI DI BASSA FREQUENZA Massimiliano Ghione Relatori: Prof. Roberto Napoli, Ing. Sergio Berno Struttura logica Le argomentazioni ed i percorsi logici compiuti ed analizzati in questo lavoro si possono esplicitare per mezzo del seguente diagramma di flusso: Le conoscenze mediche si fondano sulle conoscenze fisiche in termini di modalità di interazione dei campi con la materia, a sua volta gli studi medici e biologici approfondiscono le conoscenze teoriche evidenziando nuovi meccanismi di interazione del campo con la materia vivente. Sia gli studi medici, biologici che teorici, vengono presi in esame dal normatore o dal legislatore nello stabilire il livello dosimetrico ottimo e nel proporre metodi di risanamento e di protezione, il normatore fornisce quindi delle linee guida per la valutazione del rischio. Gli studi medici e teorici sui campi, ma anche l’esperienza conseguita in “campo” durante le misurazioni hanno suggerito dei metodi di misura ottimali al fine della valutazione del rischio. Il rischio sanitario dovuto all’esposizione a campi è, come insegnano gli studi medici, legato al concetto di “dose”, che è in generale un tempo per un’intensità di campo e gli studi teorici danno delle indicazioni sull’andamento del campo che unite all’esperienza forniscono dei metodi pratici ed efficaci per effettuare misure atte a stimare in modo efficace e reale il rischio. Per concludere il rischio stimato dalle misure verrà confrontato criticamente con i livelli suggeriti dalle legislazioni e dalle norme. Risultati Dalle misure eseguite compare un quadro impiantistico sostanzialmente molto rassicurante, dal punto di vista della sicurezza, nei confronti degli effetti acuti dovuti all’esposizione a campi ELF (Extra Low Frequency: 30- 300Hz): quasi tutte le situazioni analizzate si sono rivelate “a norma”, nel senso che rispettano i limiti proposti dalla normativa vigente o applicabile nello spirito della legge 168-68 e raccolti in tabella 1. Tabella 1 POPOLAZIONE LAVORATORI Esposizione prolungata Esposizione di poche ore Esposizione prolungata Esposizione di poche ore Campo elettrico (kV/m) Induzione magnetica (µT) Campo elettrico (kV/m) Induzione magnetica (µT) Campo elettrico (kV/m) Induzione magnetica (µT) Campo elettrico ° (kV/m) Induzione magnetica (µT) ICNIRP 1990 5 100 10 1.000 10 500 ≤80/t (30) 5.000 NRPB-UK 12 1.600 - - 12 1.600 - - ACGIH - - - - - 1.000 - - DPCM 23/04/92 5 100 10 1.000 - - - - ENV50166-1 10 640 - - 30 1.600 ≤80/t (30) 5.000 ICNIRP 1998 5 100 - - 10 500 - - 1999/519/CE* 5 100 - - - - - - *non recepita dal Governo italiano ° t tempo massimo di esposizione durante l’attività lavorativa al campo elettrico a patto di non superare un valore di E superiore a 30kV/m Infatti i limiti di esposizione risultano ricavati in seguito a considerazioni svolte sui soli effetti provati al momento attuale di un’esposizione ai campi ELF, cioè quelli acuti. I limiti proposti dalla normativa sono quindi e giustamente limiti di intensità essendo l’effetto acuto per definizione un effetto “immediato” e legato solamente ad una intensità e NON anche ad un tempo di esposizione. In concreto però l’atteggiamento del normatore non è biasimabile infatti per quanto riguarda gli effetti cronici la situazione è molto meno chiara e le conclusioni alle quali si può pervenire possono essere molto variegate. Questo è dovuto alle poche certezze che provengono dagli studi medici. In particolare, è si chiaro il concetto di dose, inteso come un tempo per intensità, ma non è per nulla chiaro il come concretamente si debba applicare e soprattutto con quali livelli. In particolare, e le misure eseguite l’hanno confermato, l’adottare un valore di soglia per l’induzione magnetica di 0,2µT risulta essere utopistico per lo stato attuale delle tecnologie, considerando anche il fatto che a conti fatti e nelle peggiori delle ipotesi al più un bambino all’anno in Italia muore di leucemia direttamente causata da campi ELF, ma qui mi fermo perché il discorso si troppo fa delicato per potersi risolvere in poche parole (e rimando il lettore al lavoro completo). Metodi di misura Affrontare all’atto pratico una misura di campo elettrico e magnetico risulta tutt’altro che una cosa semplice, si rischia di fare un numero elevatissimo di misure e non giungere ad una soddisfacente stima del rischio. Oppure ci si trova con poche misure insufficienti per redigere con sicurezza una C ONOSCENZE M EDICHE C ONOSCENZE F IS ICHE N ORMATIVA E L EGISLAZIONE V ALUTAZIONE DEL R ISCHIO M ISURE M ETODI DI M ISURA

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Parole chiave

campi elettrici
campi magnetici
elf
leucemia
misure di campo
valutazione del rischio
esposizione a campi magnetici
esposizione a campi elettrici

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