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Responsabilità sociale d'impresa in tempi di crisi

La tesi inizia affrontando le teorie a sostegno della Responsabilità sociale d'impresa, come cultura in grado di diventare risorsa strategica per il futuro, a partire dal contesto attuale, influenzato dalla crisi innescata dai mutui sub-prime e caratterizzato da incertezza economica globale. Si parla in questo contesto di stakeholder vision.
Vengono analizzate le dinamiche che hanno portato alla crisi in un ottica di RSI, e vengono proposti, sempre in tale ottica, dei modelli in cui attraverso una maggiore resonsabilità sociale si possa contribuire all'uscita dalla congiuntura negativa in corso.
Vengono esposte le teorie a sostegno di RSI e competitività, e si collega la stakeholder vision all'innovazione aperta, come sistema per affrontare in maniera più produttiva i problemi economici derivanti dalla crisi.
Per integrare e concretizzare le teorie esposte sono stati riportati alcuni esempi empirici.

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- 2 - Introduzione La profonda crisi economica che stiamo attraversando si manifesta ogni giorno nella sua immediatezza, nella sua gravità, nelle ripercussioni concrete che ha sulla vita dei cittadini. Ovunque sono reperibili dati e notizie riguardanti gli sviluppi di questo tsunami finanziario senza precedenti, che ha travolto l’economia mondiale. Anche nel nostro Paese, dove l’economia poggia in buona parte su una rete di piccole e medie imprese, la crisi sta producendo i suoi effetti, con risultati portati quotidianamente alla nostra attenzione dai media. Assistiamo alla chiusura di stabilimenti, a diffusi ricorsi alla cassa integrazione, con i distretti, motore della nostra economia, in continuo rischio di collasso. Come devono agire le imprese per non naufragare nella tempesta in corso? Quali leve è necessario azionare per sopravvivere e restare competitivi? È opinione comune pensare che, in periodi di recessione globale come questo, le imprese focalizzino le politiche aziendali su obiettivi di breve termine, come il taglio dei costi. Al tempo stesso, invece, ci sono aziende che sembrano dimostrare il contrario, scegliendo approcci diversi nel fare business, con valori diversi dalla crescita economica incondizionata. Come afferma l’economista Joseph Stiglitz, la caduta di Wall Street per il liberismo fondamentalista 1 equivale a ciò che è stata la caduta del muro di Berlino per il comunismo: dice al mondo che questo tipo di organizzazione economica si è rivelata non sostenibile. La sua insostenibilità sociale e ambientale era già evidente; ora è il suo stesso modello economico ad essere irrimediabilmente in crisi. È fallita l’idea di una mano invisibile che regola i mercati. 1 Stiglitz definisce liberismo fondamentalista “quella miriade di idee basate sul concetto integralista che i mercati si autocorreggono, allocano efficientemente le risorse e servono bene l’interesse pubblico”. (http://www.repubblica.it)

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Valentino Gallo Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.