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Aberrazioni oculari monocromatiche e film lacrimale

Informazioni tesi

  Autore: Mirko Chinellato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Ottica e Optometria
  Relatore: Piergiorgio Nicolosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

L’obiettivo di questo lavoro di tesi è di studiare l’importanza del film lacrimale nell’ottica oculare attraverso l’analisi di alcuni lavori scientifici e di comprendere quali effetti comporta una sua alterazione nella formazione dell’immagine retinica.
Nella prima parte verranno analizzati i concetti base della rilevazione del fronte d’onda oculare, la terminologia tecnica ed alcuni tra i parametri più utilizzati per lo studio della qualità dell’immagine retinica.
Nella seconda parte verrà presentata una selezione di studi scientifici che analizzano l’influenza del film lacrimale nell’ottica oculare, descrivendo le tecniche strumentali utilizzate per la sua valutazione.
Nella terza parte sarà descritto un semplice case report che sottolinea l’importanza dell’analisi dell’integrità del film lacrimale nella pratica clinica optometrica e contattologica.

MATERIALI E METODI
Verranno utilizzati studi scientifici referenziati, selezionati personalmente, che valutano tramite diverse tecniche l’impatto sulla visione della variazione strutturale del film lacrimale tra un ammiccamento.
Nel case report verrà utilizzato un videocheratoscopio Keratron (Optikon 2000) per valutare la superficie oculare di un soggetto portatore di lenti a contatto prima e dopo l’instillazione di un sostituto lacrimale.

RISULTATI
I risultati confermano la variazione di qualità ottica del sistema ottico oculare dovuta alla dinamicità del film lacrimale tra un ammiccamento e l’altro, nel dettaglio si nota un miglioramento del fronte d’onda nei primi secondi successivi all’apertura della palpebra e poi un peggioramento graduale, soprattutto nei soggetti in cui il film lacrimale è più instabile.
Dai lavori analizzati risulta inoltre l’importanza di considerare la dinamicità del film lacrimale nel ricavare dati strumentali relativi al fronte d’onda attribuito ai mezzi ottici oculari.
Il case report indica come una regolarizzazione della prima superficie ottica oculare data dall’utilizzo di un sostituto lacrimale migliori la resa visiva, il tutto confermato da dati oggettivi e soggettivi.

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Prima parte RIFRAZIONE E RIFLESSIONE Alcune considerazioni sul comportamento fisico della luce sono necessarie per comprendere al meglio le argomentazioni di questo lavoro. Un raggio di luce è una linea ideale nello spazio corrispondente al flusso di energia del campo elettromagnetico e nella pratica può essere considerato come il limite di un sottile fascio di luce. In un mezzo isotropo i raggi sono definiti come le traiettorie ortogonali ai fronti d’onda del campo elettromagnetico. Quando un’onda luminosa attraversa un materiale dielettrico si crea un rallentamento della velocità di propagazione v, funzione delle proprietà fisiche del mezzo; ad ogni mezzo si può quindi associare un valore n detto indice di rifrazione assoluto definito come c / v sempre ≥1, con c velocità della luce nel vuoto. Quindi maggior indice corrisponde a maggior rallentamento della luce. Un onda luminosa armonica caratterizzata da una frequenza f, una pulsazione ω, una lunghezza d’onda λ ed un numero d’onde k, quando attraversa una superficie di separazione tra due mezzi diversi subisce delle specifiche variazioni di alcune sue caratteristiche fisiche: mentre la frequenza e la pulsazione non variano essendo determinate dal meccanismo che ha generato l’onda, la lunghezza d’onda ed il numero d’onde si modificano conseguentemente alla variazione della velocità nel mezzo secondo le seguenti leggi: λ = λ0 / n dove λ è la lunghezza d’onda nel mezzo e λ0 la lunghezza d’onda nel vuoto. k = n⋄k0 dove k è il numero d’onde nel mezzo e k0 il numero d’onde nel vuoto. L’onda incidente genererà alla superficie di separazione fra i due mezzi un’onda riflessa nel primo mezzo ed un’onda trasmessa nel secondo mezzo, con intensità relative date dai coefficienti di trasmissione e di riflessione proprie dei mezzi. Se definiamo il piano d’incidenza come quel piano definito dalla direzione dell’onda piana incidente e dalla normale un alla superficie di separazione tra due mezzi trasparenti, 1 possiamo definire il comportamento dell’onda incidente come segue: - le direzioni di propagazione dell’onda incidente , dell’onda riflessa e dell’onda trasmessa giacciono nel piano d’incidenza. 6

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