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Decisioni con impegni e settlements nella procedura antitrust

Con il regolamento comunitario n. 1/2003 , sostitutivo del precedente regolamento (CEE) n. 17/1962 , è stato avviato l’ampio processo di modernizzazione del diritto antitrust. Le ragioni che hanno portato a tale sostituzione sono molteplici e pervengono dalle difficoltà pratiche incontrate dalla Commissione di assicurare un’applicazione efficace ed uniforme della normativa comunitaria sulla concorrenza e di adeguarsi ai mutamenti del mercato conseguenti anche all’allargamento dell’Unione Europea. L’attuale sistema mira, principalmente, alla semplificazione delle formalità amministrative a carico delle imprese in modo da permettere alla Commissione di svolgere un'azione più efficace contro le infrazioni gravi delle norme sulla concorrenza. Tale riforma realizza un passaggio da un sistema centralizzato di notificazione preventiva a un sistema di eccezione legale direttamente applicabile, volto a responsabilizzare maggiormente le imprese in quanto, non sussistendo più l’obbligo di notificazione preventiva alla Commissione, queste ultime dovranno garantire che le intese o gli accordi istituiti non siano lesivi delle norme sulla concorrenza. La Commissione europea è stata dotata di nuovi strumenti, l’innovazione principale sono la serie aggiornata di decisioni che può adottare e il forte impulso alla lotta ai cartelli, attraverso l’inflizione di sanzioni più severe e programmi di clemenza volti a favorire la denuncia di intese vietate nonché mediante l’inserimento della possibilità per le imprese, parti del procedimento, di giungere ad una transazione con la Commissione, ex articolo 10-bis del regolamento (CE) n. 773/2004, introdotto dal regolamento (CE) n. 622/2008.Il presente lavoro è volto ad approfondire l’analisi delle possibili soluzioni transattive inerenti i casi di violazione della norme che proibiscono le intese restrittive della concorrenza e gli abusi di posizione dominante, quali le decisioni con impegni ed i settlements. A tal fine, verrà preso in esame il regime degli impegni vigente nella disciplina comunitaria e nazionale, verrà illustrato il nuovo sistema proposto dall’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1/2003, sarà analizzata la prassi applicativa di tale strumento e l’utilizzo dei settlements nell’ambito della normativa in materia di concorrenza del diritto comunitario.

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Decisioni con impegni e settlements nella procedura antitrust 7 Introduzione Con il regolamento comunitario n. 1/2003 1 , sostitutivo del precedente regolamento (CEE) n. 17/1962 2 , è stato avviato l‘ampio 1 Adottato dal Consiglio il 16 dicembre 2002, con decorrenza dal 1°maggio 2004, in GUCE del 4 gennaio 2003. 2 Il regolamento (CEE) n. 17 del Consiglio del 6 febbraio 1962, quando fu approvato era un chiaro esempio di lungimiranza e efficacia in quanto era diretto essenzialmente a garantire l‘effettiva applicazione delle norme previste dal Trattato in materia di intese restrittive della concorrenza (ex art. 85, attualmente art. 101 TFUE) e abuso di posizione dominante (ex art. 86, attualmente art. 102 TFUE), inoltre ravvisava nella Commissione CE l‘organo centrale e totalizzante. Il modello istituito dal regolamento in questione, da un lato rallentava l‘applicazione delle regole di concorrenza comunitarie da parte delle giurisdizioni e delle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri, e dall‘altro era costituito da un sistema di notificazione che, di fatto, comportava ingenti costi alle imprese ed impediva alla Commissione di concentrarsi sulla repressione delle infrazioni più gravi. Alla luce del sistema di controllo predisposto da tale regolamento, le intese che potevano comportare restrizioni alla concorrenza, compromettendo così il commercio tra Stati membri, dovevano essere notificate alla Commissione per poter beneficiare di un‘esenzione. La sorveglianza su dette pratiche veniva assicurata attraverso un sistema accentrato di controllo, che assegnava alla Commissione il gravoso compito di valutazione preventiva delle intese e degli accordi di interesse comunitario; solo quest‘ultima poteva autorizzare accordi restrittivi della concorrenza, rispettando le condizioni di cui all‘articolo 101, paragrafo 3, del Trattato sul Funzionamento dell‘Unione Europea. Tale sistema centralista si è rilevato nel tempo inadeguato, in quanto l'attività della Commissione risultava paralizzata dal gran numero di notificazioni che le imprese effettuavano vanificando in tal modo gli sforzi diretti a promuovere un‘applicazione rigorosa e decentrata delle regole di concorrenza. Inoltre si basava essenzialmente su esigenze inattuali quali ad esempio l‘inesistenza di norme di concorrenza in alcuni degli Stati membri (ad esempio l‘Italia) e la profonda diversità delle discipline della concorrenza adottate da altri Stati membri. La stessa Commissione CE, alla luce di quanto precedentemente accennato, aveva affermato che il regolamento n. 17/1962 non aveva sortito gli effetti desiderati, tra l‘altro il sistema era stato pensato per una aggregazione che comprendeva pochi Stati membri. Nel corso degli anni il sistema è divenuto sempre più ingestibile per cui, anche in vista dell‘ingresso dei nuovi Stati membri nell‘Unione Europea, si è reso

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Serena Capotorto Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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