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L’uso dei sottotitoli per l’apprendimento delle lingue straniere: proposta per un modulo di lingua russa

Informazioni tesi

  Autore: Raffaella Ippoliti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Relatore: Andrea Lena Corritore
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

La glottodidattica si occupa dell’insegnamento e dell’apprendimento delle lingue seconde. Accanto i tradizionali metodi di insegnamento delle lingue straniere, è sempre più diffuso l'utilizzo di materiali audiovisivi. La proiezione di film in lingua originale durante le lezioni di lingua è una pratica abbastanza in uso sia nelle scuole che nelle università. Spesso però lo studente/spettatore, al momento della visione del filmato, non ha ancora un livello di conoscenza della lingua tale da poter comprendere appieno i dialoghi del film. Nonostante gli elementi extralinguistici forniscano informazioni aggiuntive, che possono integrare i dati linguistici mancanti, è opportuno talvolta ricorrere alla traduzione audiovisiva.
La traduzione audiovisiva (spesso indicata con TAV, oppure AVT, acronimo della denominazione in lingua inglese, audiovisual translation) è una particolare tipologia di traduzione che viene utilizzata per il materiale linguistico che fa parte di un prodotto audiovisivo. Nel caso dei film quindi la TAV permette di tradurre i dialoghi dalla lingua originale a una lingua di arrivo.
La sottotitolazione, insieme al doppiaggio, è la forma di traduzione audiovisiva più nota e utilizzata, e si divide in sottotitolazione intralinguistica (i sottotitoli sono nella stessa lingua del dialogo del film) o interlinguistica (i sottotitoli sono in una lingua diversa dalla lingua dei dialoghi). Quest'ultima è il risultato di varie operazioni, e non una semplice traduzione del dialogo filmico.
l'elaborato ha il suo punto centrale nell'analisi dell'utilizzo dei film sottotitolati come mezzo didattico durante le lezioni di lingua straniera. Avvalendosi delle risorse teoriche precedentemente introdotte, si analizza l'argomento, anche grazie all'ausilio di studi internazionali eseguiti dai più grandi esperti in materia. Si giunge così all'ideazione di un modulo di lingua russa basato sulla visione di un film russo sottotitolato (Piter FM, di Oksana Byčkova,2006) come strumento per l'analisi del linguaggio russo colloquiale contemporaneo. Si spiegano gli obiettivi del corso, la durata, i mezzi didattici, i destinatari, e si illustra il modulo lezione per lezione.
L'appendice propone degli esempi di esercizi mirati a verificare la comprensione globale del film proposto, ed esercizi specifici per potenziare l'apprendimento e l'assimilazione del linguaggio russo colloquiale.

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31 Per quanto riguarda la scrittura, abbiamo già potuto vedere che per secoli è stata considerata come la componente dominante della comunicazione, a causa dell’invenzione della stampa e la diffusione massiccia del libro stampato. Anche nell’insegnamento delle lingue la scrittura ha per lungo tempo rappresentato il veicolo principale di trasmissione delle informazioni. La parola scritta rimane comunque subordinata alla parola orale: infatti la rappresentazione grafica di una parola ha senso solo se questa è stata effettivamente parlata, pronunciata, in quanto la scrittura è la rappresentazione grafica di un sistema orale; non dimentichiamo infatti che il linguaggio nasce orale, non scritto (Maragliano 2004: 123). Con l’avvento delle tecnologie multimediali, si sta verificando un cambiamento anche nel mondo della scrittura. Infatti anche queste tecnologie si servono di linguaggi, diversi da quello della stampa o della scrittura manuale. L’adozione dei mezzi multimediali nella pratica didattica, in generale, comporta la messa in discussione della scrittura manuale e della stampa, che sono state le esclusive tipologie di scrittura esistenti. Tutte le tecnologie dell’informazione, dal libro stampato al computer piø moderno, ai mezzi di riproduzione audiovisiva, costituiscono un sistema integrato che permette di volta in volta di scegliere il mezzo piø appropriato allo scopo che si deve raggiungere (Maragliano 2004: 135- 137). Le tematiche finora espresse sono affrontate da quella disciplina detta Media Education, che però presenta delle difficoltà di traduzione in lingua italiana. Il termine “Education” non è traducibile con “educazione”, ma con “insegnamento”, e ci sono tre modi di tradurre l’espressione: ‘insegnamento con i media’; ‘insegnamento sui media’; ‘insegnamento dentro i media’. Il primo caso è quello tradizionale, e cioè l’uso del mezzo multimediale come un sussidio; questo è il caso dell’uso del magnetofono nel metodo audio-orale o delle “filmine” nel metodo audiovisivo, quando tali strumenti erano visti come mezzi accessori, meri oggetti. Il secondo caso tenta di fare della multimedialità una disciplina oggetto di insegnamento; infine il terzo caso è quello che auspica Maragliano, e cioè quando «si assume l’atteggiamento di chi considera i media, tutti i media,

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